sabato 29 settembre 2018

Malgrado tutto.

Questa passeggiata la dedico a chi ha paura, a chi è lontano, a chi è arrabbiato e a chi sogna di tornare ad Agrigento.
La dedico a tutti quelli che si stanno perdendo qualcosa.
La dedico a tutti quelli che si vogliono perdere.

Passeggio per i vicoli arabi del centro storico, non fa più tanto caldo, non scrivo da tanto tempo, troppo presa dalla mia tumultuosa serenità, da mille domande sul mio futuro, tante paure, e il ticchettio dell'orologio che mi scandisce il passare del tempo, gli anni stanno volando via veloci, me ne sto accorgendo solo ora, ho imparato a non sprecare più nemmeno un minuto, e a prendere tutto con estrema leggerezza, che in fondo pigliarisi colari non serve proprio a niente.



Agrigento è una città meravigliosamente crudele, è in grado di amplificare tutte le tue emozioni, come mi succede adesso che faccio sali e scendi dalle salite del colle, col fiatone, rigorosamente col fiatone, tolgo le cuffie di tanto in tanto per sentire che hanno da dirsi i vecchi affacciati ai balconi a godersi questo vento ora un pò pungente a dire il vero. 


Come hai fatto a rimanere qui?
Non ho scelto mi è capitato, e i primi tempi è stata dura, me la sono fatta piacere, poi la dimensione della piccola città mi ha piano piano avviluppata, e io non ho fatto niente per spostarmi dalla morsa di Girgenti perché malgrado tutto lei mi ha scelto prima ancora che lo facessi io, e non perché qui ci sono nata perché onestamente sono più i motivi per cui una giovane (si fa per dire) donna debba andare via che quelli per rimanere, si lotta ogni giorno contro un sistema che non funziona,  si lotta con delle menti troppo chiuse e delle lingue chilometriche come succede di sicuro altrove ma qui però quando ti prende lo scazzo puoi andare al mare, che oggi brilla, di un blu meraviglioso, o fare un giro per la Kasba di Kerkent. 


Ed è inutile che fate tanto i mitteleuropei questa dannata città manca, manca sempre. Manca sempre a tutti.

Qui le emozioni le vivi amplificate, forse perché la vita scorre lenta. 
Una ferita aperta brucia di più, e sembra ci voglia una vita a superarla.
Un amore nato da poco diventa l'amore dei per sempre.
Un amore che non c'è più, cammina con te nei vicoli, lo senti l'eco delle vostre risate, il rumore della chiave nella serratura, la porta che si chiude alle vostre spalle, sudori e sospiri.



Questa città è una città che ti fa sognare se hai la speranza di un futuro migliore ma anche se hai la disperazione di un presente che non vede nessuna luce in fondo al tunnel. Forse perché in fondo al tunnel c'è un bellissimo cortile.




Questa città ti fa sognare perché prima o poi tornano tutti. E regala sempre seconde e terze possibilità, perché mentre tu perdi ancora tempo a perdonarti gli errori che pensi di aver commesso, lei ti ha già perdonato e ti sta offrendo un'occasione. 



Sono rimasta perché qui riesco ancora a Sognare.
Malgrado tutto.


Le Fotografie, questi piccole istantanee di vita Giurgintana sono del mio prezioso amico Andrea Furnari.