lunedì 14 marzo 2016

Se molte cose possono andare male, andranno tutte male nello stesso tempo.

Questo è mio blog, la mia creatura, in cui ho condiviso tanti momenti da quelli più buffi, a quelli seri e politicamente impegnati, quelli in cui mi sentivo sola e anche quelli in cui ero incazzata. Ma oggi... oggi... come faccio a non dirvi cosa mi è successo?
Non a caso ho scelto come titolo un aforisma di Arthur Bloch (Leggi di Murphy)
Bene, mi alzo tutta bella pimpante come ogni Lunedì mattina (ah-ah-ah), provo a bere un caffè e per poco non mi scoppiava la capsula nella macchinetta, quindi pensi, calma Monicù, non è successo niente.

Il caffè lo bevo lo stesso, stavo guardando la mia serie TV preferita quando bussa il postino, che mi notifica una bella multa da eurini 70,20 per non aver (secondo loro) rispettato l'orario ZTL della Via Atenea, guarda caso il mio analfabetismo scatta solo il venerdì sera( è la seconda che mi notificano) ed in barba alla segnaletica stradale, io passo come una mentecatta in una zona che ha un rilevatore elettronico per farmi bellamente fregare i soldi dal comune? Mi preparo per uscire e andare al comando per contestare la multa, mentre girovago come una tigre in gabbia per casa mi bagno i calzini che avevo appena messo e scoppio a piangere per il nervoso, con mia sorella che mi guarda perplessa e mi dice ma che vero per i calzini piangi? 
Finita la parentesi crisi isterica e sostituiti i calzini, tutta incavolata vado all'ufficio della polizia municipale per andare a fare sentire le mie ragioni, i due impiegati un pò "lenti" mi dicono che è cambiata la delibera, peccato che non fosse quella indicata nel mio verbale secondo la quale non stavo compiendo alcuna effrazione, e peccatissimo che nessun cartello segnalava niente, ma ovviamente non potevo dimostrarlo, e così mogia mogia vado al poste mobile per pagare la contravvenzione, ovviamente c'era un guasto quindi aspetto tipo 40 minuti che si risolvesse il problema mentre sento l'impiegato che dice: " E' la quinta multa che pagano stamattina per lo stesso motivo, strano che ad Agrigento non sappiate leggere i segnali stradali solo il venerdi sera", pago e sorrido. Prendo un caffè con la mia amica SEMILASCINONVALE, e ci facciamo quattro risate, pare che il sole e il caffè in giardino mi abbiamo un pò tranquillizzata.
Ma oggi si capiva che era una giornata speciale...
Il buongiorno si vede dal mattino no?
Invece sapete cosa? Oggi è il più bel lunedì della mia vita, perchè ho una famiglia che mi sono conquistata e scelta oltre alla mia, e oggi questa Famiglia diventa più grande perchè è arrivata una nuova meravigliosa creatura tra di noi, e sono felice per S. e G. che dopo 5 lunghi e tormentati anni abbracciamo il loro incanto di bambina, perchè se c'è una cosa che ho imparato oggi è che l'Amore esiste e grazie a questo amore si supera tutto, l'amore tra due giovani sposi, l'amore delle famiglie unite che si sostengono nella buona e nella cattiva sorte, l'amore degli amici che sono la famiglia che ci scegliamo, e oggi io mi sento felice e leggera perchè ho visto degli occhioni giganti che non vedo l'ora di incrociare e dei sorrisi e degli occhi brillanti che mi hanno raccontato l'Amore quello vero.
Quindi benvenuta tra noi piccola meraviglia d'oriente!



"Lei arriva dritta al cuore ormai...
come può prendersi cura di noi...
Passa sai così...
Tutta da qui, la vita...
Finchè sei qui, tutto può succedere...
Vivimi senza più paure, tanto qui, finchè tu sei qui...
La vita che vuoi... 
Tutto può succedere tra di Noi, prendila com'è ...
La vita è tutta qui..."

sabato 5 marzo 2016

Le donne non sono sufficientemente alla pari con gli uomini, così dobbiamo renderci indispensabili. Dopo tutto, abbiamo l'arma più grande nelle nostre mani: siamo donne.

Chi dei miei lettori mi vuole spiegare perché si festeggia l'otto marzo?

No, perchè io, a 31 anni ancora faccio un po' fatica a capirne il perché. Sarà che sono allergica alle mimose (davvero) sarà che vivo in una condizione di dieta perenne e quindi evito di andare a cena fuori con spogliarellisti unti o con menù di quarta categoria sparati a prezzi "festosi", ditemi voi cosa c'è da festeggiare?

Non ho ben capito che significa essere emancipate, forse perché per me l'emancipazione passa dal fatto che avrò un lavoro (si spera) che mi consentirà di non essere schiava di nessuno, forse perché lavorando guadagnerò più di un uomo,  e se a Dio piacendo avessi la gioia di diventare mamma, farò il doppio delle cose che fa un uomo e le farò meglio. Ho pensato che l'essere emancipate passasse dal comportarmi come un uomo,l'ho pensato perché io di essere il sesso debole proprio non ne voglio sapere. Quando ho cominciato a portare i pantaloni, l'ho fatto al meglio che potevo trattando gli uomini come esseri inferiori, proprio come ho visto fare a loro con certe donne, trattate alla stregua di un oggetto.


Poi a volte ho maledetto il fatto di essere donna perché non vengo presa abbastanza sul serio, sei donna che ne devi capire, sei donna non puoi fare il chirurgo, sei donna e la famiglia?

Sono Donna e faticherò il doppio per avere la metà.
Sono Donna ho i dolori premestruali , mestruali e post. Partorirò con dolore e tutto per colpa di una cretina che non ha avuto nemmeno il buon gusto di rompere la dieta per una fetta di pizza o chessò del tiramisù, ma per una mela.
Sono Donna e mi vergogno di esserlo ogni volta che una femmina diventa un pezzo di carne e mediamente ha più fortuna di me.

  • "La donna è un oggetto di piacere e il suo corpo è uno strumento per ottenere il piacere. E anche la donna lo sa. È la stessa cosa della schiavitù."
  • Tolstoj, Lev Nikolaievic (1828-1910)
  • Sonata a Kreutzer: XIV
Sono Donna e non ho la libertà di poter tenere i peli superflui, l'addome rilassato e le sopracciglia ad ala di cormorano invece che di gabbiano, tutto perché anche gli uomini hanno deciso di diventare "no pelo addicted".
Sono Donna e sono cresciuta con i cartoni animati di Walt Disney, che non solo mi ha fatto credere che "se posso sognarlo posso farlo" ma mi ha illusa che l'amore trionfa sempre, che il bene vince sul male, che prima o poi un principe azzurro arriverà. E caro Mio Walt, hai fatto più danno della grandine, noi femminucce ancora crediamo al suddetto principe e loro sicuramente hanno frainteso qualcosa e hanno capito che forse con un leggins azzurro fossero più fighi.

"Una donna che chiede gli stessi diritti degli uomini manca di ambizione e di fantasia. Lo dico sempre. Voi dovete chiedere diritti diversi da quelli degli uomini, perché siete diverse, e potete dare un contributo diverso e imprescindibile alla società, anche fuori dalla famiglia, ma dovrete pretendere di farlo coi vostri modi e i vostri tempi".

La corsa all'omologazione ci sta lentamente portando alla deriva, siamo Donne e siamo diverse dagli uomini e dovremmo tutelarla questa diversità, l'essere diversi è di per se la strada da percorrere per essere unici, e forse ci ho messo un pò di tempo a capirlo, ma adesso non lo dimenticherò più, soffrirò più delle altre forse, e di sicuro non sto percorrendo scorciatoie, continuerò ad essere scavalcata da quelle che non ispirano tenerezza come me, o che non sono brillanti e simpatiche come me, ma preferisco vender cara la pelle che essere una delle tante. 


"Accompagnati con le persone più nobili che puoi trovare. Leggi i libri migliori. Vivi con i potenti. Ma impara ad essere felice da solo. Affidati alle tue proprie energie, e non aspettare nè dipendere dalle altre persone."(Thomas Davidson)
Con rinnovato affetto,
Monica.

giovedì 12 novembre 2015

Single per necessità

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Monica, 31 anni, quasi medico, poche idee per niente confuse, single per necessità.Una delle poche certezze del caos cosmico che da un paio di anni mi accompagna è l’assoluta consapevolezza di volere un uomo, che non sia solo un bambino un po’ più alto, si comincia col “vabbè dai che ci vuole ti faccio ‘sti due piatti…” e poi via a togliere polvere, lavare vetri, pulire bagni, e dulcis in fundo rifare il letto al mattino (letto nel quale non mi auguro che pensiate che vi corichiate solo voi), che si prendano una colf se non sono in grado di gestire la casa e stirarsi le camicie. Belli de Zia.
Single per necessità perché non ho voglia di combattere una guerra con una pistola ad acqua, quando le mie competitor nella più pacifica e temperata delle ipotesi, possiedono un Kalashnikov.
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La guerra tra trentenni è spietata, senza esclusione di colpi, così c’è chi punta sull’ironia, chi  pur essendo una specie di tigre di Mompracen si finge una gattina arruffata e chi fa della propria fisicità una arma devastante. Devo dire ad onore del vero che subiamo degli stress riguardo al nostro look\fisico importanti, ma siete sicure che trucco alla Platinette(che adoro, Platinette intendo, il trucco ecco, è un po’ eccessivo ) e capelli finti come il parrucchino di Sandro Mayer, unghie ciglia di Barbie Paris Hilton, siano la giusta soluzione?
Non vi lamentate se poi al mattino non vi riconoscono, non è solo colpa di quello Spritz di troppo.
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Cari uomini, alla tigre di cui sopra, chiederete di uscire, non a me, io sono quella che è seduta al tavolo accanto al vostro e sta ridendo perché la vostra micina, non conosce la differenza tra week e weekend e così di venerdì sera pubblica un post su Facebook con un bel selfie augurando a tutti un “BUON WEEK”.
Oh Santi Numi, Odino, Thor, Spiderman venite a salvarci da questa capra, a me e anche a lui porello.
Tornando a noi, voi le chiederete di uscire e lei vi dirà di sì, non solo , vi chiamerà e vi dirà: “Amò mi passi a prendere alle 20:30, ed andiamo a mangiare in quel ristorantino fusion che ho trovato sulla guida Michelin ? sai quello che c’è a Palermo” (magari voi abitate ad Agrigento e sono solo due ore di macchina) bene cari uomini sottraetevi a questo supplizio.
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Invece succede questo, gli uomini per non darvi una delusione perché preferirebbero unpanino nel furgoncino in mezzo alla strada , di quelli che salvano lo stomaco dai morsi della fame e il portafogli, vi accontentano alle 20:30 puntuali, sono sotto casa vostra.
Voi siete in ritardo, è scontato,  lo fate aspettare in macchina, nel frattempo lui avrà letto tutta la Gazzetta dello Sport, ascoltato l’intera discografia dei Beatles, e avrà avuto anche il tempo di scoprire una nuova teoria sugli universi paralleli.
Alla fine arrivate, andate nel famoso ristorantino, premesso che, se il ristorante lo scelgo io, voglio mangiare e scegliere per me, visto che per imporre un ristorante sonosicuramente curiosa di vedere cosa mi offre, (ma io non sono né tigre né gatta, quindi non faccio testo). Invece no, voi subdole cosa fate ?! ( badate bene che la mela non cade mai lontana dall’albero e queste donne sono le stesse che per una seduta di trucco, devono contattare ogni volta che escono, l’equipe che ha restaurato la Cappella Sistina).
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Vi sedete, guardate il menù, siccome non mangiate se non un cubetto di formaggioquando state per svenire, puntate languidamente il vostro lui e dite: “Io prendo solo un antipastino”, siete tristi, e fastidiose! Chiaramente siete quasi astemie, lui ordinerà del vino, voi ne berrete nella migliore delle ipotesi mezzo calice, lui si tracannerà il resto e uscirà dal ristorante col portafogli leggero e la testa pesante!
Cos’è successo nel frattempo?  Il futuro topo in trappola, ignaro di ciò che il resto della serata gli riserva, poverino,  ordina dal menù dei piatti che non gli piacciono con delle porzioni ridicole, questo scherzetto gli sarà costato 50 € di benzina, 70€ di cena ed avràancora fame, sarà costretto a fermarsi dal primo ambulante e mangiare qualcosa che lo soddisfi  veramente.
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Rientrerete a casa e a quel punto arriva la frase che ogni uomo vorrebbe sentirsi dire:“Amore sali?”
Lui vorrebbe dire sì,  ma è tardi, e l’unica cosa che desidera è una Biochetasi.  Vi chiedereisiate comprensive insomma, ha mangiato il suo e il vostro, vi ha offerto la cena, èvisibilmente provato dalla bottiglia di vino e forse il panino del furgoncino non è riuscito a digerirlo.
Ce ne saranno tante altre di cene, di sms, di telefonate alla fine loro, le gatte, vincerannocome  sempre.  A loro e solo a loro, succedono le cose da film. Tipo avete presente quelle scene con gli anelli portati dai camerieri nel piatto? Ecco, io mangio di gusto e semmai mi regalassero un anello vi sconsiglierei di metterlo in mezzo al cibo, dovreste fare una radiografia per farmelo vedere per la prima volta!
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Vi invidio in fondo.
Quello giusto arriverà dicono, ma chissene, aspetterò chi come me ha un disperato bisogno di normalità, perché correggetemi se sbaglio, l’Amore è sì, la favola, il principe azzurro, almeno così ci hanno raccontato, ma forse l’Amore quello vero, è svegliarsi insieme la domenica, sorridersi, anche con quella fiatella!

Buon week a tutti, che sia inizio  o fine settimana non importa, gattina arruffata Docet!
Monica per 

mercoledì 15 luglio 2015

Le cose che odio di te.

Sono tante le cose che amo della mia città e ne detesto altrettante. I suoi abitanti per esempio, li odio e li adoro.
Uh come li odio , dal profondo delle viscere...
Li odio quando stanno fermi immobili ad aspettare, che poi che aspettano di preciso non lo so.
Li odio quando "vabbè, compà, ma cu tu fa fari, tantu ca nenti cangia".
Li odio quando sporcano e distruggono.
Li odio quando fanno scelte scellerate che condizionano tutta la comunità.
Li odio quando il sabato sera , escono come se dovessero andare al Pitti Uomo e a malapena riescono a pagare il vino al bar, che poi l'eleganza non la compri in via Atenea, mi spiace dirtelo, ma è la verità.
Li odio quando il sabato sera, dopo aver bevuto il vino che non possono pagare, diventano molesti e si azzuffano .
Li odio quando la domenica di San Calogero bestiemmiano sul simulacro , quando alticci se le danno di santa ragione, e li odio perchè si ricordano di adorare un Santo Nero solo la prima e la seconda domenica di luglio e magari durante la stessa processione senti gridare..."tornatene a casa tunisino di mmm..." Che San Calogero vi faccia la grazia e vi renda meno ignoranti.
Li odio quando giudicano puntando il dito, e non lo puntano mai contro se stessi.
Li odio quando sempre il sabato, ti squadrano dalla testa ai piedi, perchè non indossi i tacchi vertiginosi, non vai in giro bardata come un carretto siciliano e scusatemi tanto se di mocassini & co. non me ne frega proprio un piffero, e se questo mi consente di guadagnarmi il vostro disprezzo sta bene.
Ma li amo ... come nessuno al mondo ho amato mai.
Li amo perchè, credetemi, ci sono mille motivi per scappare eppure rimangono, e forse sono un pò lenti , ma poi si ingegnano , si inventano lavori, si sbracciano.
Li amo perchè, nonostante qui non cambi nulla, forse qualche nome, forse ... ma ci provi e ci riprovi, instancabilmente, sperando che forse prima o poi, qualcosa di diverso arriverà.
Li amo quando, armati di santa pazienza puliscono la spiaggetta sotto casa, come se fosse il loro salottino.
Li amo quando hanno il coraggio di urlare e manifestare, quando decidono di affidarsi a un giovane visionario, e lo fanno senza se e senza ma.
Li amo quando il sabato sera anche se non hanno un euro in tasca ti abbracciano, anche se fa un caldo che non vi dico e : "bellamè che ti prendi", con le converse bucate e quei sorrisi di chi in fondo del Pitti Uomo ...chi cavolo se ne frega.
Li amo quando, "ava, compà amunì, lassa stari..." e magari nel dividere i soliti facinorosi le "scippano" pure.
Li amo quando la domenica di san Calogero con 40 gradi, si caricano in spalla il santo, te lo fanno abbracciare anche a costo di doverti sollevare di peso, lo baciano come se fosse in carne ed ossa, affidano sogni e speranze , preghiere e accorati appelli d'aiuto,quando non si negano al sacrificio.
Li amo quando riconoscono, che un popolo che adora un santo nero, deve spalancare le braccia e accogliere chi qui ha trovato casa e speranza, in modo onesto e con fatica tanto quanto loro.
Li amo quando riconoscono i propri errori e provano a rimediare, con tentativi goffi a volte, ma apprezziamo il gesto.
Li amo quando il sabato sera, ti squadrano dalla testa ai piedi , sorridono perchè per una volta i tacchi li metti anche tu, ti vesti da femminuccia e fai un tentativo di adeguarti, anche se certi panni effettivamente ti vanno un pò stretti ( colpa probabilmente di qualche gelato di troppo), e guardandoti ti dicono, che in fondo sei bella anche con quelle scarpe assurde!
Buona settimana amici miei...

" Te prego, o splendida, più bella tra le città dei mortali."





Le foto nell'articolo sono di Giuseppe Greco, cuore enorme e occhio sensibile. 

martedì 23 giugno 2015

Gli uomini. Se sono fighi, sono scemi. Se sono intelligenti, sono cessi. Se sono fighi e intelligenti, sono psicopatici.

"L'estate addosso, bellissima e crudele 
la protezione zero 
spalmata sopra il cuore

Respira questa libertà 
l'estate e la libertà" 
E quando ti sembra di non avere più nulla da raccontare, eccolo che fa capolino nella tua vita l'incontro del secolo.
E' proprio bizzarra la gente, non vi vedete da anni, Facebook fa da collante , e così si riallacciano rapporti, è tempo di una birra ghiacciata, di messaggi su what's app, quando ti sembra che la fantasia corra veloce, ecco che come sempre la realtà fa il suo colpo di teatro.
Si rincorrono i messaggi, piacevoli, arriva l'appuntamento e te la ridi, pensando ...guarda qua, questo è proprio figo, certo si capisce che non spicca per intelligenza ma d'altronde questo già lo sapevi, così i messaggi diventano fitti e arriva la fatidica cena con una postilla... "Guarda che non mi va di impegnarmi" ma stai sereno caro mio che per impegnarmi con te dovrei avere subìto un violento trauma cranico. "No perchè voi donne siete tutte così, prima dite, ok va bene e poi cominciate a tormentare" , ma puoi dormire sonni sereni che finita la cena posso anche cancellare il tuo numero.
Ora oggettivamente , ma che cosa avrà mai di speciale,magari cucina come Carlo Cracco, o chissà che non abbia doti nascoste, d'altronde le apparenze molte volte ingannano.
Di speciale non hai proprio nulla, a parte il fisichino niente male, sei rozzo, e sei stupido. Cosi avviene il tiepido incontro, pessimo come i tuoi discorsi inutili pieni di Io...IO...IO... mi annoio da morire, e mentre me la rido pensando che l'ultima cosa che farei , sarebbe cercarti di nuovo, mi arriva una telefonata e dopo una serata da scrivere negli annali degli incontri da non ripetere mai più (d'altronde se per 13 anni non ci siamo visti ci sarà stato un motivo) ti dico... guarda non voglio darti l'impressione di volerti cacciare (NOOOOOOOOOOOOO) ma domattina mi devo alzare presto e ora ho sonno, rispondo alla telefonata salva vita, ti accompagno alla porta e finalmente andate via tu e il tuo ego smisurato. Come ti avevo detto per messaggio a meno di una serata memorabile dubito che ti richiamerò, ecco STAI SERENO... Che il tuo cellulare non squillerà e semmai dovesse succedere stai pur certo che non sarò io.
Non dateci per scontato cari maschietti, che quando a voi sembra di averci in pugno, di poterci "gestire" a vostro uso e consumo, quando vi sembra che siamo li a pendere dalle vostre labbra...ecco magari fingiamo, d'altronde siamo brave a farvi credere cose che non sono... nel caso specifico idiota, tronfio e pieno di te come sei, sicuramente crederai di aver fatto centro... invece il bersaglio non l'hai nemmeno sfiorato... Il tuo messaggio è quello che arriva puntuale dopo...GRAZIE DELLA BELLA SERATA...grazie a te della birra, unica cosa fresca e piacevole che ho visto in quella stanza .
Ci sono uomini che tu gli apri il cuore.
E loro tentano lo stesso di infilarci il pisello.
(manuela_reich, Twitter)

lunedì 15 giugno 2015

Il Dio delle piccole cose.




Un pomeriggio come tanti, caldo, in due sullo scooter , saliamo contromano sotto la via centrale,mi sembra che le lancette siano tornate indietro agli anni del liceo,siamo proprio nel cuore della mia città , proprio lì, ad un passo dalle vetrine, non direi scintillanti, nella via dei negozi, degli aperitivi. Una manciata di metri più in giù, si cela un mondo sommerso, di occhi grandi e tristi, di miseria umana . Proprio a due passi da te, con le tue belle Hogan da 300 euro.
Ci sono storie di ragazzi abbandonati , ci sono prostitute che ti accolgono in casa e con cui ti fumi una sigaretta, che ti spiegano cosa una madre è disposta a fare per i propri figli.
Ci sono ragazzi che si arrangiano anche se sono soli al mondo , che tirano a campare e ad essere meno invisibili di quanto non siano in realtà.
Ci sono persone che vivono in una stanza senza acqua e luce, in condizioni sanitarie precarie.
Ci sono i poveri della città, i reietti, gli alcolizzati e i drogati.
C'è una moschea e ci sono i feroci immigrati.
Mentre ti seguo nella passeggiata ci fermiamo a parlare,  ti salutano tutti "ciao amico", "ciao amico mio" rispondi sempre sorridendo. Ci fermiamo davanti la casa di uno di questi "mori" che ci spaventano tanto, così diversi da noi, grandi sorrisi, un bimbo piccolo con due occhi giganti e scuri come l'abisso che quei vicoli rappresentano, sono diversi perchè ti dicono accomodati, entra , siediti, sono puliti, accoglienti e ospitali, vedo giocare quel bimbo, ma quanti figli hai?? ... tre dice, ora sto in questa casa più grande così hanno spazio, e mentre li osservavo mi sono sentita a casa. Ci siamo fermati per poco, a sentire le chiacchiere di questi uomini dimenticati. cammino e sto in silenzio, perchè la sofferenza umana mi si incolla pesante addosso, e penso, chissà in quanti dei miei amici avrebbero spalancato le porte di casa per accoglierci in quel modo semplice, tipico di chi non ha nulla, credo nessuno. E pensare che ironia della sorte siamo noi che ci riempiamo la bocca con i si dovrebbero "INTEGRARE" e ancora li dobbiamo "OSPITARE" , ma l'unica cosa che sappiamo fare  è girarci dall'altra parte, vediamo , ma non osserviamo, così tutto scorre normale tra aperitivi e caffè, mentre a pochi metri si consumano le vite, come le candele nell'indifferenza totale, e si  vede colare la cera, finchè la candela non si spegne, scrostiamo via la cera e ne mettiamo un'altra di candela , tanto che ci importa a noi, nelle nostre belle scarpe pulite e con quella "H" in bella vista. "Per me siamo tutti uguali, ma davvero" mi hai detto, l'ho visto , ho visto come ti rispettano , come ti cercano, come si aprono i sorrisi quando sei li. Mille volte meglio dieci minuti in via Vallicaldi, tra gli invisibili, che 2 ore in via Atenea con i finti intellettuali, con quelli che ci dobbiamo ribellare , e poi rivotano sempre i soliti noti, quelli che le cose devono cambiare ma dopo il prossimo mojito, quelli che io non sono razzista però... quelli che blaterano cose inutili tutta la sera, poi li guardi negli occhi e vedi il vuoto. 
Tenetevi i vostri aperitivi , le vostre cosette firmate, semmai vi venisse voglia di fare emergere la vostra testolina dalla miseria in cui siete sprofondati, la peggiore povertà: di umanità , di sentimento, di valori, fate un fischio, vi porto a fare due passi.

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente
e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordare di che.
Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord,
qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.
Erri De Luca, da “Opera sull’acqua e altre poesie”

domenica 17 maggio 2015

Bisogni e Sogni.

Sabato pomeriggio, che fare? Il tempo è incerto, quasi quasi faccio un giro. 
Raggiungo il centro provo a mantenere la calma e il decoro, in mezzo al traffico selvaggio, posteggio in centro, e puntualmente mi viene impedito di fare il ticket in una delle postazioni per acquistare le park card, adiacenti al posteggio, perché c'è questo pizzo regolarizzato da pagare all'abusivo di turno. Per l'ennesima volta faccio spallucce e visto che temo per l'incolumità mia e della macchina pago e vado via arrabbiata; sapendo di aver sbagliato, dovrei essere più coraggiosa , mi arrabbio anche con me stessa. Comincio a passeggiare in quello che è stato definito da molti  "il salotto buono" della città, insomma , come salotto mi pare un po' scassato, mi vengono in mente quei salotti "fantozziani",con i divani con la tappezzeria a fiori consumata, continuo a passeggiare ovviamente evitando accuratamente le buche e i sampietrini dissestati, vorrei stare col naso all'insù per godere della bellezza del tufo di quel giallo avvolgente e rassicurante, scorci che conservano ancora una rara bellezza ,  bellezza sopraffatta dalla cementificazione scriteriata delle periferie e non solo. Niente  naso per aria, rischio di incastrare il mio tacco 12  e ruzzolare per terra e con la fortuna che ho cadrei sicuramente su una delle cacche che i cagnolini e le bestie che le tengono al guinzaglio non raccolgono mai, eppure anche per questo delle norme ci sarebbero, ma non vengono rispettate, probabilmente i miei concittadini devono conoscere bene Oscar Wilde che sosteneva:
"Lasciare tracce vistose dei propri “peccati”, godendo più nel rendere evidenti le trasgressioni che nell’atto stesso del trasgredire."
Francamente mi sorge il dubbio che , Wilde non abbia nessuna colpa,che se facessi un sondaggio tra i passanti ben vestiti , forse qualcuno che lo conosce c'è , e per questo ringraziamo tanto i bigliettini all'interno dei "Baci perugina" per la divulgazione letteraria .
Che amarezza, se penso,che vivo nella città che ha dato i natali a Pirandello, e ora di pirandelliano ci sono rimaste le maschere, e una stropicciata rassegna teatrale e il Teatro a lui dedicato.
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/stati-d-animo/frase-233250?f=a:598>



Entro nella chiesa del purgatorio , che meraviglia, scatto qualche foto, un paio di post su Instagram, un mare di like, perché altrove riconoscono la bellezza, noi che ce l'abbiamo sotto il naso non più. I cittadini e gli amministratori della città mi sembrano tanto dei mariti annoiati e svogliati, che hanno sposato Agrigento e se ne sono lentamente disinnamorati, ci vorrebbe un po' di brio, di novità, di giovani che sappiano guardarla ancora come se fosse il primo appuntamento, quando tutto ti sembra nuovo, bello, emozionante. Se non un nuovo fidanzato, un amante, magari. Mah, certo che siamo strani, ci spostiamo fuori passeggiamo nella altre città che non hanno la nostra storia, le nostre bellezze, e torniamo ad Agrigento pregni e soddisfatti perché ci sentiamo sofisticati nel fare l'aperitivo seduti a 15-20 km da casa nostra, eppure lo si potrebbe fare anche qui ed essere dei pionieri dell'happy hour, perché questo siamo, un popolo devoto all'aperitivo, al "Compà chi ti pigli" , quelli che pagano 2 euro di "chupiti" al bar con la carta di credito, ma sorvoliamo.



Osservo un bel cerchio di pance e gente forse un po' annoiata, lo si capisce dalla postura acquisita dopo anni di esperienza sulle poltrone belle morbide alle quali si sono abituati, e quasi credono gli siano dovute , fatta eccezione per un paio di persone , sento discorsi da lancio di uova e non per il contenuto bello, ben proposto , ma poi vedi chi è che parla e pensi sorridendo amaramente , ma proprio tu? ma dico, dove sei stato???



... Quando tu riesci a non aver più un ideale, perché osservando la vita sembra un enorme pupazzata, senza nesso, senza spiegazione mai; quando tu non hai più un sentimento, perché sei riuscito a non stimare, a non curare più gli uomini e le cose, e ti manca perciò l'abitudine, che non trovi, e l'occupazione, che sdegni - quando tu, in una parola, vivrai senza la vita, penserai senza un pensiero, sentirai senza cuore - allora tu non saprai che fare: sarai un viandante senza casa, un uccello senza nido. Io sono così.Luigi Pirandello

Non proprio l'ultimo degli scemi...





Guardo quell'elegante parterre e penso, certo che ce ne vuole di faccia tosta, ma poi guardo meglio riconosco un paio di volti , di quelli belli,puliti, di quelli visionari, che hanno un turbinio di idee in testa,mi riferisco a Beniamino Biondi che di amore per Agrigento ne ha dimostrato, in quel centro storico maltrattato e dimenticato, sono i giovani che sono tornati e  che sono rimasti, che lottano contro i famosi mulini a vento, e ora qualcuno si è accorto di loro, e gli sta dando lo spazio che si meritano, il caso anomalo di una persona competente in un posto di competenza, che straordinaria follia, e chi le ha mai viste queste cose, se non sei amico di , parente di , cumpari di...
Esco fuori prendo una boccata d'aria, penso alla bellezza della mia città, di quanto sacrificio e abnegazione ci vogliano per amarla, perché chiaramente il pacchetto Agrigento comprende i suoi abitanti e nelle loro stramberie, io in fondo li trovo divertenti , ma mi piacerebbe si prendessero più sul serio, che provassero per una volta ad alzare la testa ribellandosi e risvegliandosi da questo torpore delle intelligenze e letargo decennale delle coscienze. Mi giro incrocio degli occhi verdi o grigi? comunque, meravigliosi, vorrei vedere brillare quegli occhi, come li ho visti tante volte  quando si parlava al bar di progetti realizzati, risultati raggiunti e opere in cantiere, invece vedo delusione , e credetemi, questi occhi, gli occhi dei giovani agrigentini non si meritano altro che la luce , di non spegnere la passione che hanno, quegli occhi sono un urlo a non dimenticarci che cosa è questa città e che forse ci meritiamo qualcosa di meglio, per noi e per chi verrà dopo di noi, perché per i cambiamenti ci vuole tempo ma da qualche parte si deve pur cominciare, d'altronde, nemmeno Roma è stata costruita in un giorno.
Continuo la mia passeggiata fino a piazza Pirandello , il municipio con quei rampicanti sulla facciata, le luci calde, la pioggia che arriva alla fine delle chiacchiere pomeridiane , quasi provvidenziale , manzoniana, forse a voler simbolicamente ripulire e far scivolare via un po' di sporcizia, cammino ancora un po', e mi viene in mente una citazione di Peppino Impastato :
"Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore ".



Arrivo alla macchina, il posteggiatore non c'è più, le strade sono deserte, abbasso il finestrino l'odore di umidiltà... spengo la radio, ascolto i rumori di Girgenti, torno a casa piena di speranze , che forse le cose possano cambiare.