lunedì 31 luglio 2017

CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DELLA SINDROME DI PETER PAN


In medicina per fare diagnosi di malattia, non sempre, ma talvolta vengono studiati degli elenchi che riportano una serie di sintomi più o meno tipici di quella patologia. Ora, sarà forse perché sono di guardia, ma ho pensato: “sarebbe grazioso, se qualcuno, si preoccupasse di stilare i criteri di classificazione della sindrome di Peter Pan” sarebbe molto utile, per altro, per chi non si riesce a barcamenare nel mare magnum degli stronzi che ci sono in circolazione. Siccome chiaramente non voglio essere sessista, vi metterò anche quelli per le donne diciamo cosi disturbate.
Solitamente in medicina, servono due o più criteri per dire che un paziente è affetto da quella data malattia, e io per semplificare ulteriormente le cose ho pensato di dividere i criteri in maggiori e minori, ne bastano solo sue maggiori per dire che il paziente che abbiamo di fronte è affetto dalla sindrome, o un maggiore e due minori.


La sindrome di Peter Pan è una patologia subdola che colpisce prevalentemente l’uomo ( il sesso maschile sarebbe quindi un fattore di rischio, come il colesterolo per l’aterosclerosi ), e se nella fase da giovane uomo potrebbe essere latente, non manifesta, col passare degli anni quindi una volta che arriva l’età adulta, diventa conclamata. La Nanotenia Psichica (questo è il nome tecnico della sindrome, noi ridiamo e scherziamo ma questa è veramente una patologia) è diagnosticabile quando due o piu criteri maggiori o un maggiore e due minori vengono soddisfatti.

Criteri maggiori:

1.        Età compresa tra i 35 e i 99 anni. (per le donne l’età si alza un po’, diciamo tra i 40 e i 70 ma loro, non ammetteranno mai di essere over e si caleranno gli anni, cosi le fasce di età saranno coincidenti, almeno idealmente)

2.       Sesso maschile. (la sindrome si manifesta, raramente, nelle donne che comunque possono manifestarne qualche variante)

3.       Single, scapolo, o a volte separato. (nelle donne separate e con figli di solito trai 18 e i 20 anni)

4.       Totale incapacità a rispettare la parola data, gli impegni  e di assumersi qualsivoglia responsabilità fosse anche andare a comprare un panino e 100 grammi di prosciutto cotto.

5.       Pensa solo a se stesso e ogni tanto si accorge anche di te.

6.       Vive ancora con papino e mammina e quest’ultima è venerata come la Madonna del Carmelo.

Sebbene questi criteri siano già a mio avviso più che sufficienti per riconoscere il bambino perduto e scappare dall'isola che non c’è, vi voglio venire ulteriormente incontro e fornirvi una sorta di corollario a quelli che sono i criteri maggiori.

ü  Tendenza al divertimento, alla leggerezza, a volte portato alle estreme conseguenze per cui, vanno anche a ballare, il più delle volte alle serate revival  oppure a quelle “italiane” unici baluardi in cui possono cantare e ballare senza sembrare dei rincoglioniti in mezzo a stuoli di ventenni con le maglie con la scritta bomber ( se la indossano anche loro fuggite, è allo stadio irreversibile). Le donne invece solitamente vanno alle stesse serate, truccate come le figlie di 20 anni vestite come loro e solitamente vanno proprio insieme, non mi meraviglierei se andassero in giro con delle maglie con su scritto “milf do it  better”.

ü  Si ammazzano di selfie, questo è unisex, le donne con la variante boccuccia stretta a culetto di gallina a volte nei casi più gravi anche gli uomini che comunque di norma fanno le foto in palestra.

ü  Quando sono al mare luccicano da lontano come le sarde nelle cassette al porto di Sciacca, anche questo è unisex, per quanto olio abbronzante hanno addosso. Lui rigorosamente con lo slip, per lei costume leopardato declinato i tutte le salse dall’intero al perizoma passando per tutto quello che ci sta nel mezzo. Entrambe perfettamente depilati. Che può essere anche piacevole peccato che la forza di gravità è inclemente e tutto tende al basso, quindi…fate voi.

ü  Utilizzano i messaggini, o whatsapp, non sanno più fare una telefonata. (unisex) Solo che rispetto a quando erano giovani, ora per scrivere un messaggio, devono avere le braccia lunghe dal metro e mezzo ai due metri. O mettere gli occhiali poggiati sul naso.

ü  Risvoltino e mocassino. O risvoltino e sneakers. Vale come due criteri minori l’uso delle converse. Che ameno che tu non sia un gran figo, molto ricco o tipo Lapo Elkan o Gianluca Vacchi o tutt’al più Bobone Vieri, nun ce devi nemmeno pensaaaaaaare.

ü  Playstation in casa, con Pes 2017. (gravissimo) per non farsi umiliare ci gioca la notte.

Hanno quindi la propensione al divertimento, abilità nella fuga e ricercano qualcuno che gli faccia da balia, o per meglio dire da surrogato materno.
A prima vista, sono assolutamente divertenti, praticamente aria fresca quando fuori ci sono 40 gradi, poi ti accorgi che in realtà sono tipo fossilizzati sui 25 anni che non hanno più. Assolutamente validissimi se volete accompagnarvi nei mesi estivi, saranno il vostro climatizzatore sostanzialmente.
Non si guarisce mai praticamente, quindi inutile che vi sforziate, nelle donne a volte succede che ci sia una remissione completa e solitamente avviene quado si accoppiano.

“ Chi l’avrebbe mai detto che la maturità è solo una breve pausa durante l’adolescenza”?

lunedì 10 luglio 2017

Andamento Lento.

Buona sera,
è da un po’ che non condivido i miei sproloqui con voi, ma come sempre l’ispirazione arriva all'improvviso.
Ieri sera come spesso accade la domenica, mi trovavo seduta ad un tavolo, in attesa dei miei amici, con una birra fresca, nel posto in cui mi riconcilio con me stessa, OceanoMare, Gianco per gli Agrigentini, un chiosco di legno, con degli enormi divani a righe bianche e blu proprio sul mare, è uno di quei posti dove sederti in silenzio ad ascoltare il rumore del mare col suo andirivieni.

Ma ieri sera era domenica e la domenica si sa è la sera della musica dal vivo.

Quindi il rumore delle onde era sopraffatto dalla musica di giovani talentuosi artisti che con tanta energia e tanta buona volontà, visto il caldo ci stavano allietando con il ritmo frenetico delle Hits del momento, ma ad un certo punto… Magia… Iniziano le note di "Purple Rain" ed avviene un miracolo…si formano le coppie, che guadagnano piano piano spazio davanti alla band.
Onestamente non credo ai miei occhi, non vedo ballare un lento (quelli ai matrimoni non valgono) da almeno 10 anni, forse di più.
Il mio ultimo lento l’ho ballato proprio da OceanoMare, grazie al mio caro amico Emanuele che mentre cantava davanti a un sacco di gente una ballad (ero cosi shoccata che manco la ricordo più) mi invitò ballare, mi sono sentita come quella fan di Robbie Williams nel suo live a Knebworth, per chi non lo avesse mai visto quel live, la giovane fortunata sulle note di “Come Undone” non solo si fece il lento appassionato, ma palpò culo di Sir Robbie e limonò duro. Ecco tranquillizzo tutti il mio è stato solo un castissimo lento, ma bello però.
Forse, però questo non vale, quindi faccio un altro sforzo e vado indietro di 6-7 anni ed eccolo il lento con il mio fidanzato, quello che pensavo fosse Amore e invece era un Calesse… e balliamoci sto lento, i Nomadi che già mettono un po’ di ansia, ma io dovevo ascoltarla bene quella canzone “Un Pugno di Sabbia” sapete di che parla di corna, of course. Insomma quella canzone fu foriera di sventure, ma a me ancora oggi piace e me la sparo quando sono incavolata.



Ci ho preso gusto, così il mio giochino con la macchina del tempo continua, il liceo lo zompiamo a piè pari, perché i lenti non si usavano già più, o eravamo rockettari o tamarri appassionati della musica dance, che nel duemila sfornava successoni, Gigi D’Agostino e gli Eiffel 65 giusto per cintarne due nel mucchio. Ma c'è da dire che io sono stata sempre na mezza sbullonata, mi ricordo che con un walkman, grande quanto una cassetta di pomodori datterini, riproponevo scena (ai limiti dei conati di vomito, tanto è melensa) del tempo delle mele.

Immaginatevi: autobus, gita di primo superiore, cuffie messe di soppiatto all’insaputa del mio amorino adolescenziale, che come se non bastasse,  era tipo all'insaputa anche del fatto che io fossi cotta di lui, per cui tra lo shock della rivelazione amorosa e quello della canzone strappacuore credo abbia abbracciato la poltrona dello psicoterapeuta a tempo indeterminato, per la cronaca, anno scolastico 1998\1999 e il successone in questione era “Niente di Più" dei Lunapop che quell’anno imperversarono con il loro CAPOLAVORO “Squerez”. 
Anche li, la scelta del brano quasi suicida, infatti inutile dirvi che di quell’amore li rimane solo un vago ricordo di un bacio su un dondolo l’estate successiva… una storia d’amore lunghissima: 3 giorni, poi vitti maluversu e me la sono data a gambe levate, per ovviamente poi pentirmi struggermi e tormentarmi.

Ma il primo ballo lento, da che ho memoria fu ad una festa di compleanno, non con una canzone d’amore ma con LA canzone d’amore “Always” Bon Jovi , correva l’anno 1996 e qualcosa, io avevo dodici anni lui si chiamava credo Marco, si ballava a distanza di sicurezza, stabilita nella convenzione di Ginevra, con le mani poggiate sulle spalle del partner e il braccio steso per tutta la sua lunghezza, si procedeva più o meno a tempo spostandosi in orizzontale con movimento delle gambe ad affettatore di salame. Si ballava in loop tutta la sera sempre la stessa canzone, nascevano i primi amori, niente baci, anche perché tra me e Marco intercorreva praticamente un metro, i più audaci accorciavano le distanze a rischio della vita, e fu così che temerari come Mel Gibson in Braveheart arrivarono anche per noi i primi baci a stampo, che la lingua era proprio soft porno all’epoca dei fatti. Il suddetto Marco di cui non ricordo nemmeno il volto, “se n’è andato e non ritorna più” come cantò giusto qualche anno dopo  Laura Pausini, insomma non so minimamente che fine abbia fatto.


Certo si capisce che coi lenti io le cannavo tutte, per cui non scelgo le più canzoni, le mie storie d’amore sono senza colonna sonora, magari in realtà c’è la musica di sottofondo ma me la tengo per me, visto che alla fine sti lenti sono stati tutti preludio all’addio.

Dopo questo excursus nelle mie sfighe sentimentali che come vedete affondano le radici molto lontano, torniamo a ieri e a quelle coppie che ballavano, un paio diciamo un po’ “vintage” quelle che ho guardato con attenzione ed ammirazione, belli, a tempo (non tutti con la musica) ma col loro tempo, andavano all'unisono, e si guardavano negli occhi, sorridendo, mi è parso un miracolo, poi siccome sono in fase mestruale il pianto arriva, così, repentino come uno schiocco di dita e quindi ho distolto lo sguardo prima che avvenisse l’irreparabile. 
Dall'altro lato una giovane coppia, non molto a tempo, ad onor del vero, ma nel loro strano dinoccolare appassionati, il fuoco per il fuoco, una giovane e vigorosa fiamma accesa e ostentata a noi poveri sfigati, che eravamo seduti a bordo pista, poi lui le ha dato una pacca sul sedere ed è scattato il momento ignorante, così onde evitare di trovarmi i due a limonare a due centimetri dal viso, riprendo a farmi gli affari miei, e vedere i movimenti sinuosi dei musicisti sui rispettivi strumenti.

Stasera voglio essere sincera.

Ho nostalgia dei lenti, e desiderio di chi riesce ancora a fermarsi, a godersi le cose, perché in fondo nei lenti sentivi tutto, profumo, calore e talvolta anche il battito del cuore, i respiri nelle orecchie e le frasi bisbigliate timidamente, ecco, mi piacerebbe vedere meno sfrontatezza, e se non fosse chiedere troppo, invitateci voi a ballare che siamo stanche di dovervi tirare sempre per la manica della camicia, perché adesso sfrontate lo siamo anche noi forse un po’ stanche di aspettarvi.



martedì 4 luglio 2017

Io ho imparato e tu?!

Pensierino della notte.

Ho imparato che le strade tortuose non sempre sono il migliore modo per arrivare da un punto ad un altro e che non è vero per niente che ti godi un bel panorama, anzi a volte il panorama è proprio una grande merda. A meno che tu non sia il medico della guardia di santo Stefano di Quisquina e allora di strade dritte non ce ne sono e il panorama è veramente mozzafiato. ( e scusate se me la sento un attimo annnacare) 

Ho imparato che se stai camminando a piedi da chilometri, arrivi stanco morto, solo se viaggi col bagaglio pesate, se fumi come un turco, mangi come un porco e bevi come un cammello e quindi se non svuoti il bagaglio dai pesi inutili e non ti disintossichi va a finire che ci lasci le penne e se lo fai consapevolmente sei proprio un pirla! Ciò che non uccide non è vero che ti fortifica,il più delle volte è un gancio ben assestato  sul naso e la botta ti intontisce assai proprio.

Ho imparato che i chiodi non schiacciano i chiodi, i chiodi si schiacciano col martello ma siamo troppo impauriti dall'assestarci un colpo sulle dita per utilizzare il giusto strumento così perdiamo un mare di tempo per piantare un chiodo con un altro chiodino di merda! 

Ho imparato che non esistono domande che ci poniamo su noi stessi senza risposta, perché la risposta è dentro di noi e qualche volta è giusta. 

Ho imparato che nella vita abbiamo diritto a 46 ore di felicità ma per me sono troppo poche, e io voglio almeno arrivare a 50 cifra tonda, come me! 

Ho imparato, perché me l'ha detto Tiziano Ferro, che l'amore è una cosa semplice, ma non ho alcuna voglia di dimostrarlo a nessuno, forse qualcuno lo dimostrerà a me. 

Ho imparato che nella vita ci autodeterminiamo quindi: ho detto NO alla gente che si lamenta sempre, a quelli che non sorridono e a quelli che ridono troppo e senza motivo, ho detto NO a chi mi fa sprecare del tempo prezioso e a chi invece corre sempre senza fermarsi mai, ho detto NO agli egoisti, ai superficiali ed ai codardi, ho detto no a chi non sa  sfruttare le
Opportunità che ci vengono offerte, a chi non sa riconoscere la bellezza e a chi non si bea delle meraviglie degli incontri inaspettati. Ho detto no al colesterolo e si a Valsoia ovviamente. 


Si ai sorrisi, ai balli lenti che nessuno sa fare più, alle persone che si aiutano tra loro e a quelle che in due è già una folla. 

Ho Imparato ad amare me stessa.
Ho imparato a guardare lontano.
Ho imparato che se una serratura è dura e cigola anche dopo aver messo lo svitols va sostituita una cosa rotta la devi sostituire.
Ho imparato a sognare da bambina e lo faccio ancora ora solo che non voglio più  raccontarlo a gente che non sogna più.

Ho imparato che la paura paralizza, e chi è paralizzato dalla paura rimane fermo mentre il mondo intorno va avanti. 

Ho imparato a non guardarmi indietro, ad andare oltre e soprattutto a non rimanere bloccata per troppo tempo nello stesso posto.

"Sono cambiamenti solo se spaventano"

Buona notte.
Monica