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venerdì 25 febbraio 2022

Per coltivare ciò che si ama, è necessaria la pazienza.

Sai che chi si ferma è perduto?
Lo so bene, non mi sono mai fermata in vita mia, nemmeno quando da fuori davo l'impressione di essere immobile.
Io proprio non sono fatta per le attese, mi snervano.
Eppure, passo un sacco di tempo ad aspettare.

Aspetto che mi venga sonno e inganno il tempo leggendo.
Aspetto che arrivi il treno e nel frattempo osservo gli altri viaggiatori che condividono con me il binario, immaginandomi le loro vite.
Aspetto gli esiti degli esami, quelli dei pazienti, a volte i miei, l'attesa del giudizio del professore di turno non mi snervava mi distruggeva, facendomi avviluppare dall'ansia.
Aspetto che arrivino le 13:30 per poter dire "ho fame!" e sentirmi rispondere "se la stanza è libera si va a mangiare".
Aspetto i fine settimana, per riposare, studiare, a volte partire.
Aspetto il venerdì per vedere Propaganda Live, e addormentarmi , bene che vada a metà puntata...allora mi tocca aspettare che la carichino on-line per vederla, mentre faccio colazione, il sabato mattina.
Aspetto un pacco da giù, con i vestiti appena ordinati, con un regalo, con i libri...aggiorno compulsivamente il tracciamento come se, così facendo, potessero arrivare prima.
Aspetto gli abbracci. Aspetto i baci.
Aspetto le telefonate delle mie amiche, tutte tra le 18:00 e le 20:00, alcune fisse la domenica pomeriggio.
Aspetto di sentirmi dire dall'altro capo del telefono "pronDo..." e aspetto perché mi fa ridere da morire.

Ma io non sono fatta per le attese, sono impaziente, scalpito, perché ho voglia di sapere, perché sono insicura e le attese si insinuano nelle mie piccole crepe.

Non so stare senza guardare il cellulare ogni tre secondi, se attendo che arrivi un messaggio, una telefonata, un pensiero.

Se ho un appuntamento, il tempo in attesa di quell'incontro si dilata enormemente, sempre preparata in anticipo, ma riesco a gestire così male il tempo d'attesa che alla fine arrivo in ritardo.

Sto provando ad imparare a non essere impaziente. A rispettare i tempi degli altri, a godere del silenzio, a guardare fuori dal finestrino. Ci provo ma non sempre ci riesco e comunque è una lotta continua con quella me con le piccole crepe dell'insicurezza, dove si insinua il tempo sospeso.

Ho visto troppe volte "la verità è che non gli piaci abbastanza" e ho dimenticato che esiste il bianco ed il nero, vero, ma nel mezzo c'è un sacco di altro colore.

Ci provo e non sempre ce la faccio, ma mi accorgo che ogni giorno ci riesco un po' di più.

Per non dimenticarlo me lo sono dovuta tatuare "sai che chi si ferma è perduto, ma si perde tutto chi non si ferma mai".





domenica 7 febbraio 2021

Si, Viaggiare

Mi sembra passata una vita da quando ho ossessivamente controllato la mia carta d'imbarco e preparato il trolley, dimenticando puntualmente qualcosa a casa, spesso lo spazzolino da denti.

Mentre compro libri on-line e mobili per la casa, penso a quanto vorrei prenotare un volo a buon mercato, uno di quei voli a 19.99 a\r che sia determinante per la scelta della location con orari folli, e tempi stretti che ti costringono a fare una full immersion nel posto dove ti trovi. 

Mi piacerebbe potere uscire dal comune e non solo per andare a lavoro,  rivedere gli amici, magari andarli a trovare tra Toscana e Veneto.

"In primavera ci vado, anche sola, mi organizzo!" è passato un anno e io ho ancora un sacco di flag da mettere, e vorrei cominciare proprio da casa mia, perché?

Perché non metto piede sull'Etna da oltre 20 anni, e qualche giorno fa mi sono vergognata per questa ammissione di colpa perché che io ricordi non sono mai stata sui Nebrodi e il maialino nero se lo merita che io vada a vedere dove nasce e cresce. 

Conosco poco e male la zona del Catanese, una annosa questione personale tra me e la Sicilia orientale, Catania in particolare, che sto risolvendo poco a volta, da quando la città ha smesso di accogliermi con il caldo torrido e con le bombe d'acqua stiamo andando un po' più d'accordo, certo litigo con qualche abitante ogni volta che vado, ma anche a Palermo un ci babbìanu.

Non ho mai visto Noto col suo maestoso Barocco e Piazza Armerina con i suoi mosaici.

Non sono mai stata a Tindari, se non in "una gita a Tindari" in compagnia del commissario Montalbano.


I laghetti di Cavagrande, le gole dell'Alcantara,  fiumara d'Arte e poi vorrei andare a borgo Parrini assurdo posticino  ispirato a Gaudì.



Finito con la Sicilia semmai finirò di scoprire cose da vedere, mi piacerebbe vedere Napoli e Torino, mi piacerebbe andare in Costiera Amalfitana e nei Borghi Toscani del Chianti.

Per l'estero ci sarà da aspettare ancora un po', ma di cose da vedere non me ne mancano.

Sogno di poter tornare a teatro, nei musei, e ad un concerto, e sale un po' di malinconia quando scorro tra le foto e vedo le luci di San Siro e il magone a vedere quei biglietti di Campovolo fermi nella vetrina.




Nell'attesa, guardo dallo schermo del Mac cose da vedere, posti dove dormire, mangiare e naturalmente bere.



Dietro lo schermo ballo tracce che non conoscevo fino a quando il caso non le ha messe sul mio cammino, canto canzoni a squarciagola con un inglese degno di "First Reaction is Shock", sogno  aperitivi e giri in moto, e scrivo.


Scrivo di balli che non posso fare, di mani che non posso stringere, di profumi che non posso sentire. 




Scrivo di incontri che vorrei fare, di ritualità che sto per dimenticare, di posti che vorrei condividere e di sguardi che vorrei incrociare.


 

"Dolcemente viaggiare

Rallentando per poi accelerare

Con un ritmo fluente di vita nel cuore

Gentilmente senza strappi al motore

E tornare a viaggiare

E di notte con I fari illuminare

Chiaramente la strada per saper dove andare

Con coraggio gentilmente, gentilmente, gentilmente

Dolcemente viaggiare"

giovedì 15 ottobre 2020

Non aspettare Godot. Cercalo.

Quando incontriamo qualcuno, non sappiamo mai quanto rimarrà quella persona nelle nostre vite, forse il tempo di un bicchiere di vino, forse per mesi a volte anni.

In tempi di pandemia gli incontri diventano rari, assistiamo al balletto delle mani che istintivamente si vorrebbero sfiorare ma, non si può e così ballonzolando avanti ed indietro alla fine abbozziamo un sorriso e infiliamo in tasca le cinque dita che avremmo voluto stringere con tenacia.

Dal mio divano guardo il cielo grigio e penso a quanti incontri stiamo mancando, quante cose rimandate e che non si possono più fare, all'ansia di dover prendere un aereo, alle cene a tempo da consumare entro mezzanotte, avevo sempre sognato di essere Cenerentola, rapita dal suo principe azzurro, ma non immaginavo che ansia si potesse provare a dover guardare l'orologio e scoccata la mezzanotte fuggire via, perché oltre non si può più andare.

Sapete quanto odi l'estate, soffro il caldo da morire, sudo come una dannata, mi si arruffano i capelli e non sopporto i jeans. Vivo al mare, amo andare al mare ma non troppo,  odio la sabbia e dalle mie parti ci sono chilometri di spiagge sabbiose, con una sabbia sottile e appiccicosa, Dio che Fastidio!
L'isola la portiamo dentro e quest'estate ho trovato la mia, Linosa, selvaggia e allo stesso tempo accogliente, stupefacente in ogni angolo, una vacanza che ha segnato indubbiamente la mia estate che mi ha riempito il cuore e gli occhi di meraviglia e bellezza, di grazia, di silenzi e del canto melodioso delle Berte.
Tornando a casa ho pensato che avrei dovuto scrivere mentre mi trovavo li, lo farò tornando mi sono detta ma poi...il lavoro e il profumo di creme abbronzanti e l'abbronzatura che piano piano scoloriva mi hanno distolto.
Ora seduta sul divano provo a riorganizzare le idee tolgo del tempo ad una abbozzo di cambio di stagione, ai libri che mi aspettano, alle pulizie di casa e anche allo shampoo.


A me  piace l'autunno con i suoi tramonti di fuoco, le albe glicine, buio presto, i giubbotti di pelle, l'indecisione su cosa mettere perché fa freddo e poi fa caldo e di nuovo freddo, i contorni sfumati, niente tagli netti, ma stagioni che iniziano e finiscono fondendosi uno nell'altra. Rimando il cambio di stagione, perché effettivamente non fa ancora così freddo, e non fa nemmeno troppo caldo.


Ho fatto il bagno il 4 ottobre, fatto fotografie alla colazione vista mare, ho avuto timore di andare ad un matrimonio, ma poi alla fine pur di comprare quella borsa mi sono sacrificata, ho macinato km chiacchierando in macchina con le amiche, quelle vere, che non ti vendono per un uomo di passaggio e che sanno quanto valgono  che si amano per quello che sono, e si fanno amare perché sono così, diverse, anticonformiste, forti, dolci, frizzanti.


Avevo iniziato a scrivere pensando di togliermi qualche sassolino dalla scarpa, mi sono ritrovata a pensare alle cose che mi hanno fatto stare bene, si sono fatte largo e stanno scorrendo da sole sulla tastiera del pc, sapete cosa, non ne vale mai la pena di sprecare tempo, vale la pena di donarlo.

A se stessi con un massaggio alla Spa ed un percorso benessere che avevo paura di fare da sola e invece è volato, sono uscita leggera.



Ai libri, all'ascolto dell'ultimo album di Bersani che è una bomba, ad una commedia da vedere sul divano, col plaid che finalmente hai tirato fuori dallo scatolone.


Ai posti che non conosci, ai sapori nuovi, ad una bottiglia da stappare, una nova strada da solcare, ai progetti ambiziosi, a salti nel vuoto, allo studio, alla curiosità, al silenzio.




A quel sorriso luminoso  che vorresti rivedere, ad un abbraccio sotto le coperte, al primo caffè del mattino, ad una passeggiata con le cuffie a tutto volume, al cambio di stagione, si anche a quello, alla gentilezza, ai sogni. 

 

"Procuro un calcio di rigore
Oltre il tempo regolamentare
Concedo a te l’onore
Il gusto di segnare
Per mettere a tacere questa battaglia di parole
Che cosa devo fare"
S.Bersani

venerdì 24 luglio 2020

che cos'è l'amore?

Non scrivo da un po', intanto perché la pandemia mi ha praticamente paralizzata, poi catapultata a lavoro...mi sono posta mille domande e non sono riuscita a trovare una risposta a nessuna, mi sono chiesta se avessi fatto la scelta giusta facendo medicina, e perchè non avessi studiato lettere, a cosa fossero serviti i miei sforzi se alla fine il SSN mi lasciava in panchina perché senza specializzazione.
Poi ho cominciato a pensare alla speranza di uscire da questo periodaccio migliorati, a qualcosa sarà pure servito, mi sono detta, invece manco per sto cavolo, le merde (tante) sono diventate peggio di come già non fossero.
Oggi finalmente con una candela di "cera una bolla" accesa, l'odore di citronella, mi godo la prima vera serata libera sorseggiando una birra fredda sul balcone di casa mia. E' il momento giusto per fermarmi a scrivere quel pezzo che ho in canna da qualche giorno, ma non ho avuto tempo per metterlo nero su bianco, sono reduce da giornate tanto folli ed intense che le emozioni mi hanno fatto venire un sonno pazzesco morale della favola alle dieci ero praticamente già KO.
Insieme a Vittorio Virone e Linda La Marca abbiamo messo su a distanza un piccolo omaggio alla nostra Sicilia, abbiamo provato una sola volta e siamo andati in scena e di fatto mi tremavano le gambe...ma alla fine, nonostante tutto è venuto fuori bene.
E' finalmente arrivato il mio libro e non sapete che misto di paura e gioia ho provato a stringerlo tra le mani, incredula, perché nei miei sogni nel cassetto c'era quello di scrivere un libro e vederlo realizzato e con una casa editrice nazionale, è stata una soddisfazione impagabile.

Qualche sera fa durante un tranquillo turno notturno, tra una risata e l'altra mi hanno chiesto:
"Credi nell'amore?"
Non ci ho pensato nemmeno un secondo, ho risposto di pancia:
"SI!".
Si ci credo, credo che l'amore esista, ci credo così tanto che non mi riesco ad accontentare, l'amore per me è così travolgente che mi dovrebbe stordire, una botta in testa altro che farfalle nello stomaco.
Come se non fosse già abbastanza complicato rispondere a questa domanda ne arriva un'altra:

"COS'E' PER TE L'AMORE?" - quanto tempo abbiamo per rispondere - mi sono detta.
Che cos'è l'amore...
Non lo so, ma le parole sono venute fuori da sole: 
è dare senza pretendere nulla in cambio, 
è ridere senza motivo, 
fare le cose senza pensare che in fondo non può nuocerti nulla, 
è cedere la punta al cioccolato del cornetto algida, 
l'amore è il profumo della mia "nipotina" appena conosciuta che ho tenuto in braccio per la prima volta e non avrei mai voluto lasciarla, 
è abbracciare la mia amica e sorella e non avere paura di piangere perché mi è mancata da morire.

L'amore è vedere i sogni prendere forma, 
è andare a lavoro ed essere felice, 
passeggiare in riva al mare, 
incazzarsi se perdi la partita al tie break perché sei fumantina e a 'na certa sbrocchi. 
L'amore è cucinare per qualcuno, 
è la felicità nell'attesa di un appuntamento, 
l'amore è una passeggiata in silenzio uno accanto all'altro.
L'amore è il ricordo di mio nonno che non mi lascia mai e che per fortuna mi suggerisce le battute...un super nonno, che avrei voluto ancora con me.

L'amore vorrei che non avesse pretese di cambiarmi, che potesse dire che gli vado bene così come sono, con qualche kg in più, con le mie intemperanze, la mia indipendenza, il mio amore per la musica, i libri, l'arte, per le isole piccole dove non c'è niente se non il mare.

Vorrei vedere degli occhi brillare quando brillano i miei, vorrei trovare un amore che mi sapesse dire ti scelgo perché io lo vedo che sei speciale e anche se forse di meglio si trova, tu per me sei il meglio che c'è.


Per due che come noi non si son persi mai
E che se guardi indietro non ci crederai
Perché ci vuole passione
Dopo vent'anni a dirsi ancora di sì
E stai tranquilla, sono sempre qui
A stringerti la mano
Ti amo, andiamo

sabato 4 aprile 2020

Silenzio dalla Quarantena,Sabato 4 Aprile 2020.

Oggi finalmente c'è il sole, sono riuscita a fare yoga in balcone, scaldata dal tepore della primavera.

C'è silenzio.

C'è così silenzio che riesco a sentire nitidamente la voce dell'annuncio della stazione bassa di un treno in arrivo, cosa che in tempi normali è praticamente impossibile, visto che il quartiere dove vivo è attraversato da diverse arterie cruciali della viabilità cittadina, che si traduce con strombazzate moleste a qualsiasi orario.
Le campane della chiesa pure quelle si sentono bene, qualche sirena, ma per fortuna niente di straordinario. 

Mi impressiona alzare gli occhi e vedere il ponte completamente vuoto, come fosse una domenica sonnecchiante, solo che per ora è domenica ogni giorno.

L'agenda mi ricorda una serie di incontri che stanno saltando, quello sulle donne, quello su Danilo Dolci (ieri lo ha menzionato Saviano a Propaganda Live), quello di oggi, su una agrigentino che non c'è più e sarebbe stato ricordato dagli amici che hanno scritto per lui un pò di lettere, raccolte da sua mamma in un libro.

Vorrei scrivere anche io qualche lettera, a mano, imbustarla e spedirla come si faceva negli anni novanta con i "pen friend", ve li ricordate? 

Ho guardato una serie di soluzioni per arredare il mio balcone, prenderò tante piante appena sarà possibile, sperando che col pollice nero che ho non vadano incontro a morte in breve tempo.
Comincerò a comprare i fiori per i tavoli di casa, qualche quadro per ingentilire le pareti bianche e le tende.

(Mi piace il verbo ingentilire)

Mi sto dedicando ai libri arretrati, al mio libro che è quasi pronto, alla musica che non avevo tempo di ascoltare e a quella che avrei voluto ascoltare di più, sto guardando vecchi film, smaltendo la lista delle cose da vedere su Netflix, ovviamente non manca Disney+.

Vorrei tornare a viaggiare e vorrei farlo più spesso, voglio vedere Napoli e Lisbona e se sarà possibile andare in qualche isoletta sperduta. 
Vorrei tornare a Pisa che mi manca sempre, già che ci sono vorrei vedere i campi di girasoli, vorrei andare a Siena e fare un giro per cantine (cosa che non ho mai fatto negli anni vissuti in Tosana), il tutto passando per Palermo, che ve lo dico a fare.

Mi chiedo come saremo una volta usciti da casa, i soliti merdosi egoisti?

Smetteremo di avere paura dell'amore?

Troveremo il coraggio di ribaltare il tavolo e spendere bene il nostro tempo?
Ho pensato di iscrivermi a Lettere.

Lo avete capito cosa intendevo dire ogni volta che scrivevo di dare valore al vostro tempo? Di considerarlo come il più prezioso dei doni?
Avete capito perché avevo smesso di fare le cose "perché mi pare male"? 

Il sole di oggi mi fa osservare la città ovattata nel silenzio, mi mancano le mie amiche, le loro risate fragorose, i nostri abbracci, pochi ma buoni, mi manca la mia ora di tennis, e allenarmi in palestra, mi manca andare a lezione di medicina d'emergenza, mi manca andare a Roma e mi mancano i miei colleghi della scuola di medicina estetica.
Mi manca scendere da casa e andare in centro a piedi per fare l'aperitivo, salutare qualche conoscente che mi sta simpatico, e che mi piacerebbe conoscere meglio.
Mi manca andare al ristorante, sentire il profumo dei manicaretti cucinati dagli chef, le risate dei tavoli vicini, la musica ambient di sottofondo.
Mi manca il profumo del mare.

C'è odore di soffritto, chissà che cosa cucina la mia vicina che ha interrotto la mia lezione di yoga stamattina per raccontare da balcone a balcone la ricetta delle arancine.

Ho conosciuto il silenzio
delle stelle e del mare,
il silenzio dei boschi prima che
sorga il vento di primavera.
Il silenzio di un grande amore,
il silenzio di una profonda pace dell’anima
Il silenzio tra padre e figlio
e il silenzio dei vecchi carichi di saggezza
(Edgar Lee Masters)


mercoledì 1 aprile 2020

Le mani devono amare.

E' arrivato il primo giorno di aprile, mi alzo, quest'anno lo scherzo lo hanno architettato bene. 
Fuori c'è un silenzio che ovatta da giorni tutti noi, le nostre città, io comincio ad abituarmici. La casa si sveglia piano, odore di caffè, mi alzo e lentamente mi trascino in cucina, mi fanno male le gambe "un avia chiffari" mi dico tra me e me pensando agli squat fatti due giorni fa e che si fanno ancora sentire.
Ho finito di revisionare la terza stesura del mio libro, dovrei rivedere il narratore, ed ancora non sono riuscita a dare bene voce ai miei pensieri, non mi riesco a concentrare.
Ho avuto tempo per pensare che forse dovrei inseguire il sogno di lettere, così a tmpo perso. Che in fondo la medicina non si offende se riprendo i libri in mano per diletto.

In questi giorni mi sono capitate tra le mani delle vecchie , vecchissime e-mail, di quasi dieci anni fa.
In quelle e-mail è raccontata la fine di un amore, in quelle righe scritte da me e da quello che era stato per 5 anni il mio fidanzato, righe accorate piene di dolore, e anche di risentimento, scritte dopo l'ennesima lite al telefono.

Poi ieri quella notizia mentre seguivo una lezione on-line del corso che mi farà diventare medico del 118, Lorena è morta strangolata dal suo fidanzato, anzi dal suo compagno.
Mi sono sentita subito angosciata, anche se non la conoscevo.

Io l'amore l'ho provato, e l'ho ricevuto e anche quando amore non ce n'era più non mi sono mai sentita in pericolo. 
Quando la ami una persona, puoi (forse, a volte) alzare la voce, io una volta ho spezzato in due un cellulare, nella mia rabbia solitaria. Ho pianto per i 4 giorni successivi.
Capita di litigare, è capitato anche a me, ma nemmeno nel momento più stressante di una lite mi sono sentita in pericolo. 
E ora che ripenso alla mia storia d'amore,  finita da tanto tempo, penso a Giacomo come un uomo gentile e sorridente,  quando ci siamo lasciati avevamo la stessa età di Lorena. Non ricordo le sue mani impegnate a fare qualcosa che potesse nuocermi, erano sempre intrecciate alle mie o impegnate in un abbraccio.
Quelle mani mi hanno stretta quando avevo paura, accarezzata quando mi sentivo sola, mi hanno fatto il solletico quando giocavamo, mi hanno spalmato la crema solare quando ci concedevamo delle giornate al mare, hanno rollato sigarette di tabacco che profumavano di Mon Cherie e che non fumo più, abbiamo usato le mani per impastare, cucinare. Quelle mani stappavano bottiglie di vino, che bevevamo insieme. Le tue mani mi hanno fatto fare delle piroette quando andavamo a ballare. Le mani di Giacomo me le ricordo impegnate a lavorare, le mani me le ricordo impegnate ad amare anche ora a distanza di dieci anni da quell'amore.

Penso a Lorena a casa con il suo assassino e con penso alle mani del suo aguzzino che si prendevano cura degli altri e non si sono prese cura di lei, mi sono chiesta chissà se Lorena si sentiva in pericolo, chissà se ha sofferto, chissà se aveva paura, chissà se poteva essere aiutata, se poteva essere aiutato lui, chissà se questa tragedia poteva essere evitata.

Denunciate, ma prima di arrivare a questo, lasciateli se vi urlano contro, non li dovete fare arrivare a mettervi nemmeno un dito addosso.

Prendetevi cura di voi.

Non voglio cadere nella retorica banale, non voglio fare lezioni a nessuno, ma l'amore io lo conosco e vi posso garantire, che le mani devono fare proprio quello che vi ho raccontato e niente altro.

Niente sconti di pena, niente incapacità di intendere e di volere per il tuo assassino, perché io non ci credo che pure nella follia si possa arrivare ad ammazzare chi ami, se succede è perché sei un assassino che ha saputo mettere la maschera dell'essere umano , nascondendo quella della bestia.

Ciao Collega, 
che questo ultimo viaggio ti sia lieve.

”Ho giurato di non stare mai in silenzio, in qualunque luogo e in qualunque situazione in cui degli esseri umani siano costretti a subire sofferenze e umiliazioni. Dobbiamo sempre schierarci.

La neutralità favorisce l’oppressore, mai la vittima.

Il silenzio aiuta il carnefice, mai il torturato.” 




venerdì 20 settembre 2019

Cosa rimane dopo un matrimonio?


Buonasera amici,
cosa vi rimane il giorno dopo essere stati gli invitati ad un matrimonio?
Le bolle ai piedi, le bomboniere,  il sonno, a volte l'acidità. Se è questo che vi rimane, non siete stati al matrimonio giusto.
Oggi è il mio day-after, cosa rimane del matrimonio in cui ero invitata ieri?

Mi sono portata a casa l'amore



Non lo nego, non lo farò qui, come non lo faccio normalmente nella vita, io sono innamorata della vita e dell'amore, se è vero che a breve andrò a vivere da sola, è vero anche che io vorrei che qualcuno mi scaldasse il fianco, sogno ancora l'abito bianco e che arrivi l'uomo della mia vita.
Ci credo, colpa delle principesse Disney? Sarà, ma questa è la mia indole, da inguaribile romantica, forse un pò cinica a volte, romantica a dismisura. Mi piacciono le attenzioni inaspettate, mi piacciono i regali e i gesti galanti, adoro ricevere i fiori.

Ieri al matrimonio di Carla e Leonardo, si sono emozionati tutti, ma proprio tutti, i fazzoletti con i cuoricini che abbiamo trovato sono serviti a asciugare lacrime e nasi smocciolanti, pure i maschi tiravano su il moccolo.


A parte la location voto dieSci, a parte la cura che gli sposi hanno avuto per gli ospiti a partire dalle partecipazioni a finire con gli omaggi che abbiamo trovato al tavolo, dalla mise en place alla cena voto complessivo per l'evento dieSci, senza possibilità di ribaltoni, a parte tutto questo l'emozione non ci ha mai lasciato tutta la giornata.


La sposa era bellissima, naturale e sofisticata pur nella sua semplicità,  a suo agio lei e a nostro agio noi, che abbiamo tolto tacchi e messo le scarpe da ginnastica o i più audaci hanno ballato a piedi nudi sull'erba umida.
La sposa era emozionata, lo sposo bello anche lui non c'è che dire, non ha nascosto la commozione come non l'hanno fatto i co-protagonisti di questa giornata, l'officiante della cerimonia e i testimoni.

Le prime lacrime appena vista l'espressione di Leonardo quando ha visto arrivare la sua sposa, poi quando ho visto Carla super emozionata mentre percorreva gli ultimi metri che la separavano dal suo futuro marito, e poi e stato un tuffo al cuore ogni parola pronunciata da Leonardo e Carla nelle loro promesse, io l'amore me lo immagino proprio così, frizzante, allegro, profondo, confortante, dolce, che ti supporta, aggiunge e non completa, somma felicità e divide le difficoltà, spera, cresce, progetta, fa dormire sonni sereni.
Io le promesse di Carla e Leo non le dimenticherò mai, il loro amore è stato un cerotto per le ferite, lo zucchero dei giorni amari, ma anche lo spumante stappato per festeggiare i successi, il sorriso degli sposi, le loro lacrime me le sto portando addosso anche oggi, a quasi 24 ore dal loro si, perché è questo che dovrebbe rimanere dei matrimoni, l'emozione.
Oggi ho raccontato a mia mamma la mia felicità nell'essere stata presente ieri, nel momento in cui ho cominciato ad accennare alle parole che ho sentito durante il rito un nodo alla gola mi ha impedito di raccontare oltre, le lacrime agli occhi di nuovo, come ieri.

Questo deve rimanere il giorno dopo un matrimonio. 

Ancora auguri Amici Miei, grazie per avermi accolta con voi nel vostro giorno, grazie per avermi fatto credere che l'amore arriva all'improvviso e ti stravolge la vita, grazie per avermi fatto credere che non sono una minchia salata a credere ancora nelle favole. 
VI VOGLIO BENE, 
MONICA.




P.S. Mi sono rimaste tante foto, la bomboniera, i confetti e niente acidità.


"L'amore è paziente,
è benigno l'amore;
non è invidioso l'amore,
non si vanta,
non si gonfia,
non manca di rispetto,
non cerca il suo interesse,
non si adira,
non tiene conto del male ricevuto,
non gode dell'ingiustizia,
ma si compiace della verità. 
Tutto copre,
tutto crede,
tutto spera,
tutto sopporta. 
L'amore non avrà mai fine". 
(PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI CORINZI )

mercoledì 4 settembre 2019

Rosa di Settembre.

L'estate sta per finire, e io a settembre ritrovo sempre un pò la voglia di scrivere, qualche tempo fa scrivevo i resoconti delle mie mirabolanti avventure, perché di solito le estati mi travolgevano con la schiuma di mare, i concerti in spiaggia, le serate a ballare fino all'amba con gli amici, che se ti andava bene conoscevi il tizio che poi dopo qualche giorno ripartiva e allora partiva lo struggimento da fine di un amore, ma niente che qualche tuffo da un pedalò, per i più fortunati un gommoncino non risolvessero.
Adesso scrivo perché finalmente sono sul mio balcone di fronte al mare, il cielo si è tinto di rosa, a breve inizieranno i tramonti più belli dell'anno.
Ho lavorato, ho fatto praticamente solo quello tutta l'estate, se solo avessi tentato l'ing
resso ad una qualche forma di serata oltre le 00.00 penso che con una certa tranquillità mi sarei addormentata su qualche divanetto.
Ho vissuto da lontano gli amori degli altri, alcuni sani e belli si coroneranno a Settembre, altri invece non arriveranno a mangiare nemmeno il panettone, e non mi meraviglio del repertorio di miseria umana che mostrate sempre, ma sempre ah.

Più di prima ho capito che non devo e non voglio accontentarmi, so quello che non voglio e questo è un grosso passo avanti, a volte so anche quello che voglio che è quasi un miracolo.
Oggi nonostante una sindrome premestruale devastante, ho pensato che mi piaccio, che più passano gli anni e più mi rendo conto che mi sono torturata per avere un'immagine che allo specchio mi schiacciasse l'occhio, quando invece avrei dovuto ammiccare direttamente io. Ho smesso di chiedermi cosa vedranno gli altri di me? Ho cominciato a chiedermi cosa voglio che gli altri vedano di me, e provo a dare il meglio di me, anche con chi non lo merita.

Questo settembre mi ha ricordato che negli ultimi mesi mi sono arrabbiata solo una volta per una cosa di lavoro, direi che si fanno progressi.

Casa mia è quasi completa, devo trovare solo il coraggio di fare l'ultimo acquisto Ikea e polverizzare mezzo stipendio. All'inizio del prossimo mese inizierà questa nuova avventure e non ci crederete mai, ma la cosa mi comporta una certa quota d'ansia.
L'ansia legata a doppia mandata con l'incertezza sul mio domani lavorativo, provo e lotto sempre per rimanere qui, ma certe volte mi scoraggio fortemente, quale futuro mi potrà mai offrire questa terra? Ma finche c'è vita c'è speranza, quindi continuo a lottare poi si vedrà.

In questi giorni sono stata obbligata a fare i conti con la fragilità dell'uomo, sei medico, non sarà una cosa straordinaria, no?!
In effetti non è una cosa che mi capita così di rado, ma quando ti tocca da vicino cambia tutto, ho un grande problema, non sono molto brava a dire le cose che penso, e sempre di più mi pento di non dire abbastanza ti voglio bene, l'ho pensato tanto in questi giorni, in cui ho visto il mio supereroe personale, una delle persone più ironiche che conosca diventare piccolo piccolo e smarrito, ho pensato chissà se sa quanto gli voglio bene, quanto gliene vorrò sempre, quanto mi ha insegnato e che non sopporto il rumore che fa quando mangia, che con i suoi racconti ho vissuto degli eventi storici che hanno segnato per sempre il posto in cui vivo, che per fortuna ieri mi hai detto con voce tonante "Monicù, bella me!!!" e sapi chi mi parsi sentire quella voce piena non flebile come nei giorni passati che quasi non parlavi, che di sicuro non mi riconoscevi. Allora ecco, il romanticismo spolveriamolo, l'affetto dimostriamolo che magari poi ce ne pentiamo, e certi treni non tornano più, non ripassano, tranne questo mio, solo perchè il mio super eroe guidava la circolare che si sa in ritardo ma passa sempre, e lui qualche giro lo deve ancora fare, qualche battuta ancora.




mercoledì 8 maggio 2019

Pausa di Riflessione

E' veramente tanto che non aggiorno il blog, non ho scritto più nulla, se non qualche racconto ed i miei illuminanti ed illuminati articoli su Cerimonia In Stile sulle tendenze Wedding. Io che parlo di tendenze matrimoniali, mi fa sempre ridere, visto che ho il cuore nel congelatore da anni ormai. Non scrivo, perché è da tanto che mi guardo intorno e non ho notato nulla di cui prendere nota, nulla di bello di cui prendere nota. Ho visto una serie di uomini e di donne che hanno perso il piacere del corteggiamento, della normalità, tipo perché nessuno chiede più appuntamenti, perché nessuno più invita a bere un caffè? A dire il vero qualcuno lo chiede ancora, salvo poi sparire appena tu dici: "mi ha fatto piacere parlare con te, mi farebbe piacere vederti di nuovo", e da li vedi solo le balle di fieno rotolare. Poi però ti riscrivono come se niente fosse, fanno gli amiconi, su What's app, non sia mai che ti prendi un altro caffè e magari ti chiedo di sposarti. Si, come no!
Ho visto gente tenere le donne appese, anzi annodate con un nodo scorsoio che stringono sempre di più e godere delle loro sofferenze, o forse del fatto che le destabilizzano, o forse ancora del potere che riescono esercitare su di loro e sulle loro insicurezze. Ho visto donne dire BASTA! e non farlo mai realmente, infilando da sole la testa nel nodo scorsoio di cui sopra.
Ho tagliato i capelli e non lo farò mai più, voglio essere l'alter ego di Rapunzel, provo a sopravvivere aspettando che allunghino.
Ho comprato un nuovo libro "I Leoni Di Sicilia" che ho iniziato ieri sera, unica magra consolazione. I realtà ho ordinato un pacco sul Libraccio, ma soprassediamo.
Ho visto Charlize Teron, la divina, dire che è scandalosamente single e ho pensato, Cavolo se ha problemi lei...pensa noi comuni mortali che possiamo dire, insomma lei è una di noi. O lo era fino a ieri, quando ho letto che ha trovato un tizio col quale esce ma di cui non è innamorata. Ecco, magari al secondo caffè sparisce, Charlì facci sapere!




Ad un certo punto ho creduto nell'amore quando Brienne e Jamie, ecco si hanno giaciuto insieme, quando lui l'ha deflorata, tipo si l'amore che vince le diversità e tutte ste belle storie. E invece banane! Jamie la scarica perché si, tutto molto bello "MA ME SORU è ME SORU" cito un mio amico con cui mi diverto a commentare #GOT.


Ho anche visto la serie con Sheperd, Stranamore, Patrick Dempsey bono come solo il pane caldo sa essere, anche se lo hanno invecchiato, che vi consiglio di vedere perché ha veramente una bella trama e anche una narrazione incalzante. E tra l'altro Quebert è proprio BBBono. Ma forse questo ve l'ho già detto.


Insomma, come leggete tutto procede secondo i piani e con questo post da nerd rompo la nostra #pausadiriflessione, in tutto ciò ho appena finito di guardare #Gomorra e non la guarderò mai più, non voglio più guardare una serie tv dove si arriva a tifare per un boss.


Io sono cresciuta nel mito del commissario Cattani della Piovra che a furia di combattere la mafia si è fatto trivellare di colpi.



Devo dire che serie tv a parte, non è che la realtà sia migliore anzi è piuttosto sconfortante visto che non ci si vergogna più di essere fascisti, di essere omofobi e di essere razzisti.