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venerdì 24 luglio 2020

che cos'è l'amore?

Non scrivo da un po', intanto perché la pandemia mi ha praticamente paralizzata, poi catapultata a lavoro...mi sono posta mille domande e non sono riuscita a trovare una risposta a nessuna, mi sono chiesta se avessi fatto la scelta giusta facendo medicina, e perchè non avessi studiato lettere, a cosa fossero serviti i miei sforzi se alla fine il SSN mi lasciava in panchina perché senza specializzazione.
Poi ho cominciato a pensare alla speranza di uscire da questo periodaccio migliorati, a qualcosa sarà pure servito, mi sono detta, invece manco per sto cavolo, le merde (tante) sono diventate peggio di come già non fossero.
Oggi finalmente con una candela di "cera una bolla" accesa, l'odore di citronella, mi godo la prima vera serata libera sorseggiando una birra fredda sul balcone di casa mia. E' il momento giusto per fermarmi a scrivere quel pezzo che ho in canna da qualche giorno, ma non ho avuto tempo per metterlo nero su bianco, sono reduce da giornate tanto folli ed intense che le emozioni mi hanno fatto venire un sonno pazzesco morale della favola alle dieci ero praticamente già KO.
Insieme a Vittorio Virone e Linda La Marca abbiamo messo su a distanza un piccolo omaggio alla nostra Sicilia, abbiamo provato una sola volta e siamo andati in scena e di fatto mi tremavano le gambe...ma alla fine, nonostante tutto è venuto fuori bene.
E' finalmente arrivato il mio libro e non sapete che misto di paura e gioia ho provato a stringerlo tra le mani, incredula, perché nei miei sogni nel cassetto c'era quello di scrivere un libro e vederlo realizzato e con una casa editrice nazionale, è stata una soddisfazione impagabile.

Qualche sera fa durante un tranquillo turno notturno, tra una risata e l'altra mi hanno chiesto:
"Credi nell'amore?"
Non ci ho pensato nemmeno un secondo, ho risposto di pancia:
"SI!".
Si ci credo, credo che l'amore esista, ci credo così tanto che non mi riesco ad accontentare, l'amore per me è così travolgente che mi dovrebbe stordire, una botta in testa altro che farfalle nello stomaco.
Come se non fosse già abbastanza complicato rispondere a questa domanda ne arriva un'altra:

"COS'E' PER TE L'AMORE?" - quanto tempo abbiamo per rispondere - mi sono detta.
Che cos'è l'amore...
Non lo so, ma le parole sono venute fuori da sole: 
è dare senza pretendere nulla in cambio, 
è ridere senza motivo, 
fare le cose senza pensare che in fondo non può nuocerti nulla, 
è cedere la punta al cioccolato del cornetto algida, 
l'amore è il profumo della mia "nipotina" appena conosciuta che ho tenuto in braccio per la prima volta e non avrei mai voluto lasciarla, 
è abbracciare la mia amica e sorella e non avere paura di piangere perché mi è mancata da morire.

L'amore è vedere i sogni prendere forma, 
è andare a lavoro ed essere felice, 
passeggiare in riva al mare, 
incazzarsi se perdi la partita al tie break perché sei fumantina e a 'na certa sbrocchi. 
L'amore è cucinare per qualcuno, 
è la felicità nell'attesa di un appuntamento, 
l'amore è una passeggiata in silenzio uno accanto all'altro.
L'amore è il ricordo di mio nonno che non mi lascia mai e che per fortuna mi suggerisce le battute...un super nonno, che avrei voluto ancora con me.

L'amore vorrei che non avesse pretese di cambiarmi, che potesse dire che gli vado bene così come sono, con qualche kg in più, con le mie intemperanze, la mia indipendenza, il mio amore per la musica, i libri, l'arte, per le isole piccole dove non c'è niente se non il mare.

Vorrei vedere degli occhi brillare quando brillano i miei, vorrei trovare un amore che mi sapesse dire ti scelgo perché io lo vedo che sei speciale e anche se forse di meglio si trova, tu per me sei il meglio che c'è.


Per due che come noi non si son persi mai
E che se guardi indietro non ci crederai
Perché ci vuole passione
Dopo vent'anni a dirsi ancora di sì
E stai tranquilla, sono sempre qui
A stringerti la mano
Ti amo, andiamo

mercoledì 1 aprile 2020

Le mani devono amare.

E' arrivato il primo giorno di aprile, mi alzo, quest'anno lo scherzo lo hanno architettato bene. 
Fuori c'è un silenzio che ovatta da giorni tutti noi, le nostre città, io comincio ad abituarmici. La casa si sveglia piano, odore di caffè, mi alzo e lentamente mi trascino in cucina, mi fanno male le gambe "un avia chiffari" mi dico tra me e me pensando agli squat fatti due giorni fa e che si fanno ancora sentire.
Ho finito di revisionare la terza stesura del mio libro, dovrei rivedere il narratore, ed ancora non sono riuscita a dare bene voce ai miei pensieri, non mi riesco a concentrare.
Ho avuto tempo per pensare che forse dovrei inseguire il sogno di lettere, così a tmpo perso. Che in fondo la medicina non si offende se riprendo i libri in mano per diletto.

In questi giorni mi sono capitate tra le mani delle vecchie , vecchissime e-mail, di quasi dieci anni fa.
In quelle e-mail è raccontata la fine di un amore, in quelle righe scritte da me e da quello che era stato per 5 anni il mio fidanzato, righe accorate piene di dolore, e anche di risentimento, scritte dopo l'ennesima lite al telefono.

Poi ieri quella notizia mentre seguivo una lezione on-line del corso che mi farà diventare medico del 118, Lorena è morta strangolata dal suo fidanzato, anzi dal suo compagno.
Mi sono sentita subito angosciata, anche se non la conoscevo.

Io l'amore l'ho provato, e l'ho ricevuto e anche quando amore non ce n'era più non mi sono mai sentita in pericolo. 
Quando la ami una persona, puoi (forse, a volte) alzare la voce, io una volta ho spezzato in due un cellulare, nella mia rabbia solitaria. Ho pianto per i 4 giorni successivi.
Capita di litigare, è capitato anche a me, ma nemmeno nel momento più stressante di una lite mi sono sentita in pericolo. 
E ora che ripenso alla mia storia d'amore,  finita da tanto tempo, penso a Giacomo come un uomo gentile e sorridente,  quando ci siamo lasciati avevamo la stessa età di Lorena. Non ricordo le sue mani impegnate a fare qualcosa che potesse nuocermi, erano sempre intrecciate alle mie o impegnate in un abbraccio.
Quelle mani mi hanno stretta quando avevo paura, accarezzata quando mi sentivo sola, mi hanno fatto il solletico quando giocavamo, mi hanno spalmato la crema solare quando ci concedevamo delle giornate al mare, hanno rollato sigarette di tabacco che profumavano di Mon Cherie e che non fumo più, abbiamo usato le mani per impastare, cucinare. Quelle mani stappavano bottiglie di vino, che bevevamo insieme. Le tue mani mi hanno fatto fare delle piroette quando andavamo a ballare. Le mani di Giacomo me le ricordo impegnate a lavorare, le mani me le ricordo impegnate ad amare anche ora a distanza di dieci anni da quell'amore.

Penso a Lorena a casa con il suo assassino e con penso alle mani del suo aguzzino che si prendevano cura degli altri e non si sono prese cura di lei, mi sono chiesta chissà se Lorena si sentiva in pericolo, chissà se ha sofferto, chissà se aveva paura, chissà se poteva essere aiutata, se poteva essere aiutato lui, chissà se questa tragedia poteva essere evitata.

Denunciate, ma prima di arrivare a questo, lasciateli se vi urlano contro, non li dovete fare arrivare a mettervi nemmeno un dito addosso.

Prendetevi cura di voi.

Non voglio cadere nella retorica banale, non voglio fare lezioni a nessuno, ma l'amore io lo conosco e vi posso garantire, che le mani devono fare proprio quello che vi ho raccontato e niente altro.

Niente sconti di pena, niente incapacità di intendere e di volere per il tuo assassino, perché io non ci credo che pure nella follia si possa arrivare ad ammazzare chi ami, se succede è perché sei un assassino che ha saputo mettere la maschera dell'essere umano , nascondendo quella della bestia.

Ciao Collega, 
che questo ultimo viaggio ti sia lieve.

”Ho giurato di non stare mai in silenzio, in qualunque luogo e in qualunque situazione in cui degli esseri umani siano costretti a subire sofferenze e umiliazioni. Dobbiamo sempre schierarci.

La neutralità favorisce l’oppressore, mai la vittima.

Il silenzio aiuta il carnefice, mai il torturato.” 




domenica 23 dicembre 2018

La sindrome del brutto anatroccolo

Quando andavo al liceo, in realtà anche dopo, mi sono sempre sentita il brutto anatroccolo, insomma l’amica che nelle descrizioni era quella “ma com’è carina?” E gli altri rispondevano “simpatica!”.


Simpatica in effetti mi ci sono sempre sentita. L’Autoironia la mia vera dote, il dono,  sopra ogni altra cosa.
Niente che non si possa risolvere con una risata, mi sono sempre detta. Ne ho fatto una filosofia di vita, mai prendersi troppo sul serio (ma ogni tanto lo faccio).


Insomma dicevamo, ho la sindrome del brutto anatroccolo, mi sento sempre fuori posto, sempre fuori moda, e sempre più bruttarella degli altri.
Ma non è solo che mi ci sento, è una delle poche solide certezze della mia vita.
In questi ultimi due anni ho rivisto alcuni di quelli che erano i miei “miti” al liceo, tipo i Dylan McCay o i Brandon Walsh di Agrigento alla fine degli anni ‘90, alcuni cambiati di molto, altri conservati perfettamente se possibile anche più affascinanti, l’uomo è così... o si appanza o diventa pieno di charme.
Insomma volevo dire a tutti i miei pupilli del liceo che ora mi trovano interessante, che io sono la stessa che 15 anni fa prendevano in giro e volevo chiedere eravate scemi allora o siete diventati scemi ora? 



Uno di questi  con una certa sobria eleganza mi ha fermata l’altra sera, non riconoscendomi si è presentato, mi ha chiesto il nome e mi ha detto “Monica, ti guardo da un’ora, te la posso dire una cosa? Si troppu bona”


E queste Si che sono soddisfazioni Christmas edition.

sabato 10 febbraio 2018

Libertà scostumata e Cuori di crostacei.

Si avvicina la settimana più romantica dell'anno, o quanto meno immagino lo sia per l'industria dei cioccolatini e per i fiorai e anche per quelli che vendono peluches.

Si avvicina la settimana più romantica dell'anno e io non posso fare altro che farmi travolgere da questa improvvisa ondata di melense pubblicità, stucchevoli film, gif coi cuori e chi più ne ha più ne metta.

Si avvicina la settimana più romantica dell'anno e mi sono arrivati svariati inviti di diversi ristoranti che propongono il loro menù speciale ad un prezzo speciale, che di solito si traduce con spendi molto mangi poco (assà spenni e picca mangi), se siete allergici ai crostacei barricatevi in casa perché da quando hanno ipotizzato che i gamberi e le ostriche siano "afrodisiaci" te li propinano in ogni salsa e su ogni tipo di letto di verdure o di tubero, vi volevo dire che i crostacei puzzano, e che non credo sia afrodisiaco baciare un uomo che puzza di cassetta del mercato ittico.

Approfitto per chiedervi una cosa, perché in questi menù nessuno osa più scrivere la parola risotto e men che meno riso? Gemme di carnaroli, perle di parboiled, chicchi di riso Venere. 
Gemme? Perle, Chicchi?
Chicchi?! Cioè vi do l'impressione di essere un uccellino? Mangiali tu i chicchi a me porta un riso all'onda, fumante, che fa tanto anni '80, senza prezzemolo però che quello, bastardo, ti si incastra in mezzo agli incisivi, e no, non è per niente sensuale.

L'intelligenza è afrodisiaca, le risate lo sono, le frasi bisbigliate all'orecchio lo sono, le mani che si intrecciano con pudore dentro la tasca di un piumino lo sono. 
Sono sensuali gli uomini liberi e le donne libere, quelli che vivono con riservatezza le loro emozioni, fosse anche il fuoco che arde, quando lo guardi seduto al tavolo di un bar, mentre sorseggi un bicchiere di vino.
Sono sensuali le cose che stanno in penombra, le luci soffuse, le note ambrate di una candela accesa, le intenzioni celate da un vedo non vedo, non siamo sensuali quando siamo sboccate (anche se a volte io lo sono), non siamo sensuali quando facciamo le battute da scaricatore di porto, non siamo sensuali quando siamo esplicite, le donne libere scelgono, le donne libere non si accontentano, le donne libere sanno quando è meglio aspettare, quando è giusto dire le cose, perché se siete a casa col vostro uomo nessuno vi vieta di essere sconce, non è il caso di esserlo quando siete seduti con gli amici a godervi la serata, per ogni cosa c'è il momento giusto.
Essere libere è un privilegio, essere libere è una conquista, essere libertine è un'altra cosa.
Non siete sensuali quando vi appiccicate alla preda che avete scelto fosse solo per un momento di goliardia, siete soffocanti e soffocare non è per niente sensuale, non siete sensuali quando dite ad un uomo quando "scopiamo" di nuovo, a meno che non parliate con l'addetto dell'impresa delle pulizie, non siete sensuali, siete scostumate. 

A volte è necessario che si scelga che cosa essere e se decidiamo di fare le libertine, gli uomini ci tratteranno come tali, a volte è necessario attribuirci da sole il giusto valore e anche gli altri vedranno quanto ci vogliamo bene e non potranno di certo volerci bene meno di quanto ce ne vogliamo noi, bisogna sapere aspettare, che chi troppo vuole nulla stringe, bisogna sapere aspettare perché se andiamo alla ricerca spasmodica di qualcuno che ci scaldi il fianco, tutto sommato, il risultato sarà sembrare delle disperate o delle mantidi religiose e nessun uomo sano di mente si avvicina ad una donna che una volta finito l'amore li divori con uno spietato atto di cannibalismo.

Bisogna sapere aspettare e nel frattempo godersi la libertà, il profumo che fa, respirarla, e gustarla. 
Se all'improvviso dovesse finire l'attesa e vi trovate davanti una persona per cui vale la pena puntare una fiches...fatelo, prendetegli la mano, e chiedetegli di respirare con voi il profumo di quella libertà che vi siete costruite e che avete conquistato non senza fatica, sarà un profumo che non dimenticheranno facilmente.

"L'argento sai si beve, ma l'oro si aspetta..."

Con Affetto,
Monica.
Questo quadro è stato realizzato da Giuliana Tavolacci. (https://www.instagram.com/giul_tardi/?hl=it)

giovedì 16 novembre 2017

Trame d'amore e uncinetti di felicità.


Ho sempre pensato che questo spazio per me fosse terapeutico e ho sperato lo fosse per voi.
Volevo raccontarvi una storia, una storia d'amore.
Una storia che è del secolo scorso, lei si chiama Francesca, è nata nel 1911 l'anno del varo del Titanic, gli anni del sogno americano, cresce in un piccolo paese siciliano e gli Stati Uniti le rubarono forse un pò di infanzia.
Francesca forse non era bellissima, anche se per me lo è sempre stata, ma aveva una eleganza innata, ordinata e disciplinata. Ha avuto un marito altrettanto elegante, e molto bello, uno di quelli che sembrava un attore di Hollywood, dal loro matrimonio nascono due figlie e poi quattro nipoti (tutte femmine) e da loro nove pronipoti.
In questa storia c'è tanto amore, amore tra Francesca e suo marito, prima lui le regalò una splendida famiglia, che si prese cura di lui quando non ricordava più niente, quando non riconosceva nessuno, sarebbe stato più semplice rassegnarsi a quei vuoti di memoria, ma no Francesca si dedicò fino all'ultimo a quel bel Luigi, affascinate anche da anziano, per quel poco che ricordi, sempre pulito e profumato, sempre in ordine. La cosa peggiore della malattia e del diventare vecchi è perdere il controllo del proprio corpo, il dono è essere dignitosi quando sembra inevitabile che la vita ti scivoli tra le dita.
Francesca non fu mai sola, c'erano le figlie e le nipoti che la amavano come una mamma, e le pronipoti che la amavano come una nonna, sebbene ogni tanto il suo trovare un ordine a tutto anche a dei capelli un pò spampazzati diventava a tratti fastidioso. Ricordo dei capelli come fili d'argento, con un'onda anni 20 che lambiva la fronte, delle gambe gonfie e stanche e delle mani laboriose che sapevano fare tutto, ma proprio tutto, almeno così mi hanno raccontato, pare non ci fosse cosa che quelle mani non sapessero fare, dar cura alla casa, cucinare, e sferruzzare. Quelle mani intrecciavano fili di lana e ancor meglio sapevano fare l'uncinetto. Anche mia mamma lo sa fare e c'erano sere che sul divano sferruzzava per ore, io non ho mai imparato...ci voleva troppa perizia e troppa pazienza sapevo fare solo delle catenine, chilometri di catenine, avrei dovuto imparare, invece la mia poca pazienza mi ha dissuaso. Un sorriso dolce, un'espressione malinconica questo è il mio ricordo in bianco e nero, che profuma di cassetti colmi di biancheria pulita, perfettamente stirata, Francesca, per me è sempre stata nonna Luigina e io mica lo sapevo che non era il suo nome di battesimo, l'ho scoperto da grande, ho scoperto quanta forza ci fosse in quella donna a cui ho voluto molto bene. Penso che quella forza fosse l'amore, quello che ha dato e che spero le abbiamo restituito co gli interessi. Quello che le è mancato quando era piccola, ma forse ha recuperato dopo. Sono pezzi di ricordi nei quali mi rifugio quando ho bisogno di ritrovare un pò di dolcezza "un agruduci sapuri". Quando ho bisogno di trovare amore, e anche un pò di quei sorrisi che ci concedevi, magari mentre le tue dita abili intrecciavano i fili di una coperta o di un centrino. Perchè se mia mamma è brava tu eri più brava, maestra, Maestra d'amore.

Questa foto l'ho trovata per caso su Instagram è di Piero Ricotta, non è Luigina ma mi ci ha fatto pensare, questa foto, quelle mani e quelle rughe raccontano una storia e quella che vi ho scritto sopra è la mia.

A presto,
Monica.

lunedì 30 ottobre 2017

Forme Imperfette.

Ricorre il terzo anniversario di una delle frasi che di più hanno condizionato la mia vita, ed in parte la mia autostima, che indubbiamente ha dato vita ad una cascata di movimenti e cambiamenti che ancora oggi creano vortici e tumulti dentro e talvolta anche fuori di me.
Esterno-Notte.
Una sera fresca di fine ottobre, le macchine che passano sporadicamente ci abbagliano con i loro fari, noi in piedi uno di fronte l'altra, stiamo cercando di chiarire il perché ed il per come non stavamo più insieme, che poi che me ne dovevo fare di tutte ste gran spiegazioni? Mah...Le cose iniziano e allo stesso identico modo finiscono, tante volte tutte 'ste chiacchiere creano solo un gran danno. Ed infatti come volevasi dimostrare, dopo una pacatissima e civilissima discussione, il galantuomo col quale avevo trascorso quasi un anno della mia vita, guardandomi e senza alcuna vergogna mi disse : "Che peccato che tu ti sia creata questo Handicap del peso, sei tanto graziosa, ma è come se avessi deciso deliberatamente di sederti su una sedia a rotelle", lo guardo un pò sbigottita, in prima istanza perché non riuscivo a credere alle mie orecchie, insomma quello li era stato il mio fidanzato per quasi un anno, durante il quale avevo perso più di dieci kg, con una fatica immensa, mi sentivo meglio fisicamente ma ancora lottavo con lo specchio e con la bilancia e questo lui lo sapeva, e sapeva che io che sono una senza alcun tabù, avevo e continuo ad averne solo ed esclusivamente uno: il mio peso.
Come poteva essere così meschino? Che poi io non gli ho mai detto: "Amore mio,hai la panza brutta e molliccia e i capelli sono più sul cuscino che in testa", non l'avrei mai fatto, primo perché non mi sono mai fermata alla confezione, e poi perché insomma era l'uomo con cui avevo scelto di stare, a me piaceva. Non si può dire che reagii esattamente bene, ma mi contenni al punto che al primo primordiale impulso di sfondargli la macchina a pedate, sopraggiunse un attimo di freno, dettato da quel poco di raziocinio che mi era rimasto, lo guardai e risposi che "io potevo sempre dimagrire ma che per il suo cervello non c'era niente da fare". 
Da allora cominciò una specie di inferno, perché, sebbene mi millantassi coriacea in realtà crollai, davanti a lui, a me e sopratutto davanti a quel riflesso allo specchio di fronte al quale non riuscivo più a riconoscermi.
Da allora il mio processo di cambiamento non si è mai arrestato, inutile dirvi che più faticoso di quello estetico è stato quello che avveniva intimamente dentro di me, ho provato a non diventare troppo cattiva con gli altri e con me stessa, dopo quella brutta ferita, ho incanalato quella rabbia, ho provato a farla diventare energia. Ero sempre a dieta, tra alti e bassi, non sono mai riuscita ad incanalare la mia fame atavica e farla diventare qualsiasi altra cosa che non fosse altra fame. In questi tre anni sono stata insomma più affamata che arrabbiata, da quella esperienza ogni volta che sento che qualche donna viene criticata per qualcosa che la caratterizza fisicamente, Tette Piccole, Culo Grande, Nasone, Labbra Troppo Sottili, Smagliature, Cellulite, Ciccia e Brufoli e vedo la sofferenza negli occhi di chi ha subìto quel tipo di pressione psicologica lì, a me ritorna quella rabbia di tre anni fa, io inviterei queste donne a guardare chi è il promotore di queste osservazioni, i capelli li ha tutti? 
Ad addominali come siamo messi?
Il sedere lo hanno per riempire i pantaloni oppure lo hanno dimenticato chissà dove? No, perchè onestamente se ti permetti di farmi un appunto sulla mia fisicità come miiiiiinimo devi essere una specie di bronzo di Riace, non dico perfetto, ma qualcosa di simile, sennò statte zitto. Ma soprattutto i nostri eroi dei due mondi, questi sensibili esploratori dell'emotività femminile, hanno qualcosa con cui riempire i boxer? Che sia il giovane Walter o I suoi due vicini Coglioncelli? Che amici miei gli attributi non ve li può regalare nessuno, nè il Walter vi può allungare e da un pisellino primavera diventare un platano brasiliano, eppure nessuna donna si sognerebbe mai di guardarlo, poi guardarvi e ridere... e magari dire "eh, tesoro mio bello , e ora con questo cosettino che ci faccio?" E credo che il motivo sia uno solo, siamo donne, siamo sensibili e sappiamo che la parola così come una freccia scagliata da un arco teso non torna indietro, quindi ci pensiamo prima di dar fiato ai polmoni, e se non vogliamo essere delle stronze epiche, stiamo zitte, perché infliggervi questo dolore? Non vi vedremo più magari, o forse si, perché chi se ne frega di qualche difetto se voi siete belli oltre ciò che vedono gli occhi? 
Ho imparato da quel giorno però a non avere nessuna forma di rispetto per chi non è in grado di rispettarmi, ho imparato a dire le cose col giusto garbo e a non dirle se avessi recato turbamento eccessivo, ho imparato a volermi bene e tanto, ho dato valore a ciò che sono diventata (finalmente) e mi sono riconosciuta davanti allo specchio e ogni tanto, scatenando l'ilarità di mia sorella me lo dico anche ad alta voce: "Ciao Splendore!". 
Se vi sentite bene così come siete, fregatevene, ma davvero.
Se invece non fosse così rimboccatevi le maniche e diventate il motore del vostro cambiamento, prendetevi il tempo che vi serve, sorridetevi.

Ma sopratutto se qualcuno vi dovesse dire "siete grasse" come hanno fatto con me, guardatelo, sorridetegli e se è il caso diteglielo..."io sarò anche grassa, ma tu ce l'hai proprio minuscolo" (anche se non fosse vero, lo vedrà rimpicciolirsi a dismisura!)

Opera Empatica di Giuliana Tavolacci, potete vedere  i suoi lavori visitando il suo profilo Instagram @giul_tardi.


"Molto spesso noi donne siamo grasse, ma voi uomini siete pesanti, e per questo mettersi a dieta non basta." Geppi Cucciari


domenica 15 ottobre 2017

Una moltitudine di solitudini.

L'asfalto corre sotto le ruote della mia piccola utilitaria, ho la radio accesa ma nemmeno una canzone che faccia da giusto sottofondo mentre attraverso la Valle Dei Templi, non riesco mai a rimanere indifferente alla bellezza, spengo la radio apro il finestrino che forse sentire il fruscio del vento è meglio che ste quattro canzonette.
Allungo il giro prima di rientrare a casa, percorro il viale alberato che mi fa pensare a mio nonno che mi portava a raccogliere i pinoli per tenermi impegnata, anche da bambina ero un po' rompipalle, ai lunghi giri in bicicletta messa su un seggiolino, e ad una ciabattina Champ persa in un tombino, erano orribili, ma quella prematura dipartita me le ha fatte amare più del dovuto.


Incrocio un paio di macchine, provo a guardare negli abitacoli, ma niente le luci mi abbagliano e distinguo poco e niente, incrocio un ragazzo alla rotonda, anche lui guarda dentro il mio abitacolo, gli sarà sembrato strano ci fosse qualcuno ancora in giro a quell'ora della notte, in una silenziosa, nostalgica e bellissima San Leone. 
Mentre rientro a casa in religioso silenzio, penso che potrò ascoltare un po' di musica senza dare fastidio ai miei, che potrò scrivere un post a notte fonda visto che di giorno non trovo il tempo, penso che ho iniziato a scrivere una storia che vorrei diventasse un libro, ma mi blocco sempre, forse per paura di non essere all'altezza, forse perchè ho paura di trasferire troppi sogni a quei personaggi che prendono vita, forse perché penso a cosa ha detto un giovane editore che ha avuto il coraggio di pubblicare un mio racconto "in Italia scrivono tutti e nessuno legge", e io ho ancora tante di quelle cose da leggere che mi sento piccola, piccola, eppure ho visto pubblicare delle cose veramente orribili, dagli pseudo-saggi e alle poesie che hanno fatto credere ad alcuni di essere i nuovi Neruda e Wisława Szymborska di Girgenti, e invece non è cosi tesori miei, che capito, se scrivete voi o chi vi ha gentilmente regalato qualche verso (per altro i più belli del vostro libro) perché non devo farlo io che in fondo me la spiduglio e da sola?
Pensavo mentre ero quasi giunta sotto casa, che in fondo vivo sola da quando ho 19 anni, ma che non sono mai stata da sola, perché negli anni ho avuto delle coinquiline stupende, Alba, Gaia e Luce, che vedete non è un caso forse che i loro nomi siano un inno alla gioia, perché loro per me sono state le albe di giorni interminabili, la gaiezza delle risate di cuore, e dulcis in fundo la luce in fondo al tunnel, sono tornata a vivere con i miei sulle soglie dei 30 anni dopo un numero vario di disastri sentimentali, con una laurea in medicina alle porte e lo stress degli ultimi esami, in uno stato emotivo che solo la mia famiglia poteva tollerare senza sfancularmi dopo due secondi netti di convivenza perché nella buona e nella cattiva sorte loro mi amano anche così.
Arrivano le guardie mediche e i primi stipendi, e con essi arriva il momento di saltare, anzi no di spiccare il volo, così decido, voglio vivere da sola, ora che posso grossomodo riempire il frigo, i miei mi dimostrano la loro assoluta inestimabile intelligenza con l'ennesimo atto di amore e mi "prestano" casa al mare (Genitori ...non vi preoccupate, vi ospiterò quest'estate). 
Sono felice di questa nuova dimensione, del mio tempo autogestito, di come tengo in disordine la casa, di come la vivo, sono felice di alzarmi al mattino e vedere il mare che luccica e di avere il privilegio di sentire il gorgoglìo della caffettiera e il profumo di salsedine, mi sono trovata tante volte a saltellare attorno al tavolo e a ballare da sola con la musica sparata a tutto volume, se qualcuno mi vedesse mi rinchiuderebbe al manicomio. Penso a un amico che mi ha detto "io sono un'orso, ma tu sei una solitaria", non credo di esserlo, anzi non lo sono per niente in realtà, ma ho molta paura della solitudine, e ora invece che convivo con me stessa in fondo questa dimensione mi piace e questa solitudine piano piano si addomestica, credo che alla fine si farà accarezzare.
Una riflessione è doverosa, vedo le finestre accese delle case degli altri e alcune so che sono luci che illuminano solo due occhi, che sono case in cui la musica è ascoltata da due sole orecchie, sento il rumore delle pagine di un libro sfogliato mentre sul divano ci si gode un attimo di pace, stiracchiando le gambe e accarezzando qualche quadrupede pelosetto che fa compagnia. Però mi chiedo, le nostre sono davvero delle felici dichiarazioni di indipendenza o piano piano ci avviamo ad essere una moltitudine di solitudini?

L'autrice del quadro è l'agrigentina Giuliana Tavolacci. Troverete la galleria con sui lavori sull'account Instagram @giul_tardi


lunedì 11 settembre 2017

Le dame, i cavallier, l'armi, gli amori.

Bentornati,
"Agosto è ancora nei miei sensi" come cantava il buon vecchio Britti, insomma, faccio una certa fatica a mettermi sul setting autunnale, uso ancora la crema al cocco, e sudo come una pazza quando sono in palestra è evidente che sia ancora estate.
Ma veniamo a noi. 
Volevo mobilitare l'opinione pubblica per riabilitare il servizio di leva obbligatorio, la Naja, la cartolina Rosa. Per rivedere un po' di tempra, un po' di spirito di adattamento, un po' di senso di responsabilità, rispetto delle regole e anche un po' di disciplina.

L'altra sera, rientravo a casa carica come un beduino, e giusto al bar sotto casa mia, i soliti amorevoli habitué sfumazzando una sigaretta si sono limitati a guardarmi, mentre arrancando, procedevo verso il cancello, nessuno dei 4 baldi giovani che si alzasse per dirmi "Le serve una mano?", cioè almeno fatela una mezza recita.

Ora, non parliamo di cose di fantascienza come : aprire lo sportello della macchina, oppure al ristorante,entrare prima per controllare. Negli altri luoghi aprire la porta e aspettare che la donna entri. Veramente robe da Ritorno al Futuro, 2001 Odissea nello spazio. Per non parlare del baciamano. Insomma la galanteria è morta, stecchita, e con lei si è portata gli ultimi gentiluomini. Se le cose di cui sopra possono passare inosservate, o come delle minuzie, dei dettagli, un surplus, quello che invece non dovreste mai dimenticare sono le buone maniere. 

Quindi quando una donna vi dice di no, è no, non è un forse e nemmeno un perché no, quindi che siano delle avance spinte o semplicemente degli sms, smettete se non gradisce, non è una possibilità ma un imperativo. Se non la sentite da tempo, abbiate la bontà di non essere pretenziosi, e magari abbiate la buona creanza di chiedere come sta? E se ci sono le condizioni affinché possiate anche solo chiedere di prendere un caffè figuriamoci altro. E se lei vi desse un molto delicato e per bene "due di picche" non insistete, con il duplice orribile effetto "affamato" e "a tempo di guerra, ogni fontana toglie la sete" perché sembrereste veramente degli sfigati.




Se non risponde alla prima chiamata, e non vi richiama, vi rifiuta la seconda, e direi che non è il caso di insistere, se le vi dice che si è persino pentita di avervi rivolto la parola, fate un passo indietro non potete scriverle, e dopo il terzo diniego, scriverle ancora... lasciatela andare è evidente che non c'è trippa per gatti, perchè dare la conferma della vostra manifesta incapacità?
Quindi riepilogando:
- Se dice no è no
- Se vi dice che non gradisce le vostre attenzioni, e non vuole essere disturbata nemmeno con un messaggio su What's App, cancellate il numero e dimenticatevi che esista.
- Se non la vedete da un anno e sentitite da altrettanto tempo, esordite quanto meno con un come stai.
- Se dopo un anno rifiuta gentilmente i vostri inviti, non insistete e sopratutto siate eleganti nell'incassare il colpo, che il  "Se, vabbè, Cià" lo dici a tua sorella. Con il dovuto rispetto per la sorellina.
A proposito ricordatevi sempre che quello che fate alle Donne lo state facendo anche alle vostre mamme. 

Forse, quel servizio militare, vi insegnerebbe a rispettare gli ordini, ed anche quei no, che a volte sono detti con garbo altre volte urlati. Ma sono sempre dei no!

“Nessun uomo che non sia un gentiluomo nell'animo è mai stato, da che mondo è mondo, un vero gentiluomo nei modi. ”  Charles Dickens.



giovedì 11 maggio 2017

The Love (De)Generation

Mi stavo spazzolando i capelli (atto sconosciuto fino a qualche anno fa) davanti allo specchio, fate conto che ho un umore così altalenante per ora che il semplice passaggio dal capello riccio a quello liscio mi provoca una crisi di pianto, così mentre provavo a superare il suddetto trauma, mi fermo a guardare la spazzola arancione che stavo adoperando, me la ricordo da sempre a casa mia quella spazzola.
Vedete a casa mia, le cose le buttiamo via quando si rompono, non buttiamo via il cibo e mai il pane che alla peggio mia mamma ci fa il pan grattato, l'unica cosa di cui mi sbarazzo sono i vestiti perché se non li metto più anche se nuovi saranno utili a chi è meno fortunato di me. 
Ho da poco staccato dal mio armadio un poster di Del Piero perché era totalmente alterato dal sole che ci batte da circa 15 anni sopra, ed è stata per me come una specie di abbandono, mio intendo, per Del Piero che chissà ora forse mi odierà.
Non butto mai libri, ne quaderni, tranne quelli di matematica che tanto non ci capisco più niente.
Ecco a casa mia le cose sono resistenti al tempo che passa, invecchiano e più diventano vecchie e più ti ci affezioni, e anche se sono vintage, antiche, demodè non riesci a buttarle, cavoli anche i nonni sono vecchi ma a chi verrebbe in mente di buttarli via?

Ecco, le cose invecchiano, diventano più belle, acquistano fascino, a volte stufano per carità, ma niente ci impedisce se non ne vale la pena di rinnovarle o se proprio ci torna difficile rimpiazzarle con delle altre nuove.
Quello che mi turba è questa degenerazione dei sentimenti, questa denaturazione, il dismorfismo dell'amore.
Niente più pazienza, niente più piacere nel vedere il tempo che passa, le rughe del\della proprio\a compagno\a dare più intensità al volto, e amarsi lo stesso.
Non ci ascoltiamo più, siamo tutti a vario titolo utenti del fast food dei sentimenti, patate fritte e hot dog scadenti, tutti li in fila per il panino, in tre morsi lo finiamo e chi si è visto si è visto.
Ora io non è che dico che le "sveltine" non ci debbano essere per carità, siamo tutti di carne e ossa, figuriamoci, ma che sarebbe così brutto se ogni tanto ci fermassimo per dire al partner di turno, che forse quella sera si sentiva solo, guarda che sono qua e se vuoi ti ascolto, cioè non ci perdiamo l'onore vah...

Beh, a proposito di onore, donne, la vogliamo finire di castrare psicologicamente sti poverini? 
Sono impanicati, gli abbiamo tolto il piacere della conquista, della caccia, che in fondo l'uomo è cacciatore, e che ve ne frega fate finta di fare le prede se proprio non ci riuscite.
Invece fate venire la confusione, io stessa non ci capisco più niente, cinquantenni che si comportano come se di anni ne avessero 20, si vestono come le loro figlie, si ammazzano di selfie e sono sempre con il cellulare in mano, perchè dovete sapere che nel display loro cellulare passano certe chat che "amore mio, il sexting l'ho inventato io!", e se tanto mi da tanto tra foto osé, e messaggi non proprio occulti appena te vedo te magno, a quelli, i maschietti poverini, gli è già venuta l'ansia da prestazione.
E le giovani ventenni (anche meno talvolta) che fanno le femme fatale,  ammiccanti e maliarde, che sembrano uscite da un romanzo di Nabokov, sono raffinate più delle loro mamme se devo essere onesta, ma godetevi la vostra età, tipo in motorino in due, l'estathè alla pesca, le discoteche in spiaggia, le limonate selvagge a ferragosto, che per fare le gatte morte avete tutta la vita almeno fino a quando non troverete il polletto da spennare, il MaritoMat (questa l'ho rubata ad un amico su fb, lo ammetto), così come hanno fatto le vostre mamme e poi vi si aprono due strade, divorzio ed alimenti assicurati o corna, fatte non subite sia chiaro, e picciuli che poi è più o meno la stessa cosa ma almeno la notte vi coricate in compagnia.

Quindi riepilogando le Millennials e dintorni sono quelle che la sanno lunga, quelle che leggono insomma, fanno come Circe ammaliano e seducono e ci riescono anche, e poi alla fin fine sono comunque delle ragazzine, quindi, quando capiranno di essere state usate o fisicamente o mentalmente, ci rimarranno male perché si sono imbarcate in una cosa più grande di loro della loro giovane ed acerba talvolta inesistente personalità. Mentre le MILF e dintorni sono li belle gnocche a postare l'ultimo selfie sorridenti faranno i conti con la realtà, che non è soleggiata e scintillante, perchè il letto ora è vuoto mentre allungano la mano, e poco rimane di quella vita tanto social ma totalmente lontana dalla realtà.

Io assisto inerme a questo carosello, a questa giostrina, un po' divertita nel vedere le vite che mi scorrono accanto che sembrano così tanto più piene della mia e che in fondo però non hanno quasi niente sotto la superficie. Nel mio osservare la vita che mi passa accanto, un po' vi devo dire che siete delle stronze, perché quelle come me pagano per voi, perché vedete care quando mi trovo davanti un uomo, adulto, che si stupisce della mia educazione, del fatto che mi faccia piacere starlo a sentire, e il fatto che mi guardi come una marziana non mi fa tenerezza mi mette tristezza.
Quelli poverini, nel disorientamento totale i maschi, che già vivono in uno stato di labirintite permanente, non ci capiscono più niente, così la confusione li ha portati alle sopracciglia ad ali di gabbiano, al ti amo ma senza impegno, alle cerette selvagge, ai risvoltini, al fatto che sei tu a corteggiare loro e loro ad avere la sindrome premestruale. Saranno loro che si aspetteranno una telefonata da voi l'indomani, e saranno sempre loro a cercare le coccole dopo, quando voi sarete già vestite quasi davanti la porta, pronte a scappare a volte da lui, e impaurite per l'ennesima pacca sulla spalla che sta per arrivare. 

Scrivo questo delirio di rabbia e tristezza, con un mezzo sorriso, questo credo sia colpa dello scirocco di oggi, o forse della sindrome pre-mestruale che comunque sono donna e me la tengo stretta perchè mi spetta di diritto.
Scrivo fissando la cucina a casa mia, la stessa da quando si sono sposati i miei, loro parlano e ridono ancora, insieme, loro che ascoltavano i vinili e per fortuna me li hanno fatti ascoltare, loro che scrivevano lettere, loro che si davano appuntamento uscivano da casa e non avevano mezzi per comunicare col mondo, loro che si facevano gli autoscatti sfuocati, ma erano più belli, e credo anche più felici.

Feel the love (De)Genereation.



Altri sogni ti scalderanno, se saprai far scendere finalmente sulla terra questo, che è stato il più puro, da tenere sempre nel cassetto della memoria per ricordarci com'eravamo romantici prima che le delusioni ci facessero salire con un cappotto di cinismo sulla giostra degli adulti.
Massimo Gramellini, Cuori allo specchio, 2008



venerdì 2 dicembre 2016

Quando è troppo ...è troppo!

Oggi, passeggiavo per le trafficate e rumorose strade palermitane, tentavo di non farmi spalmare sulle strisce pedonali dagli spericolati automobilisti della bella Palermo, guardandomi attorno pensavo che il troppo spaventa sempre. Mi spiego meglio, vedete Palermo è una di quelle città "troppo" è troppo trafficata, troppo sporca e rumorosa, ma è anche troppo bella, calda e piena di magia. Più camminavo e più mi facevo convinta, che 'sto troppo spaventa, e da Palermo a pensare alle donne, a molte delle donne che conosco è stato un attimo, già perché le donne che sono "troppo" spaventano. 
Sei troppo intelligente e troppo indipendente, nel 2016, si. Vorrei non commentare, ma devo è più forte di me, ecco vi spiego una cosa, quando una donna è diciamo dotata di una media intelligenza tale da poter essere poco più di un'ameba, o uno di quei soprammobili cinesi che hanno giusto la capacita di ondeggiare la testa, siete ingombranti per il maschio italico, si confondono se parlate e dite cose intelligenti, le donne intelligenti di solito hanno opinioni proprie, e quasi sempre anche un lavoro.
Già, vogliamo parlare di sta storia che vi siete messe lavorare? Niente più grembiuli e fornelli? 
No, perché ragazze mie belle, se siete indipendenti e intelligenti, molto probabilmente guadagnerete più di lui, e la cena la potete offrire voi e che umiliazione sarebbe per il vostro gattone arruffato du-du-du da-da-da... insomma meglio siate un pò meno.
Poi non voglio fare quella che si è reincarnata in Bridget Jones, anche perchè quella muta muta, i dieci kg in più non li ha persi e si è beccata degli strafighi da paura, da Hugh Grant al neurochirurgo più figo del piccolo schermo, e io ecco di sti tronchi di pino vicino a me francamente non ne ho visti. Facile cadere ne trappolone del quella è bella più di me per questo l'ha scelta, guardate meglio, vedrete che sarà una gattina, morta quasi sempre, ecco cosa ammalia gli uomini, il poco, perchè così loro che tante volte sono più tonti dell'ispettore Zenigada di Lupin, non lo sopportano che voi possiate essere socialmente più brillanti, se poi il fisico non vi accompagna ciaone proprio. Ecco per anni mi sono arrovellata e torturata col cosa ho meno di lei? E sapete adesso che mi sono risposta adesso che ho superato i trenta e forse ho leggermente ripreso il senno? che io in meno non ho proprio un bel niente, anzi ho cose in più, sono troppo, si perchè io se una cosa non mi va lo dico, se ho voglia di piadina e non di pizza lo dico, se voglio andare al mare e non in montagna lo dico, se mi girano gli zebedei perchè tu tergiversi con una che a me non va a genio lo dico, se mi stai facendo promesse che mai potrai mantere e ancor peggio mi stai bellamente prendendo in giro lo dico, e se quel maglione ti sta di merda lo dico altrettanto...Per me non è uguale, non è indifferente, io so cosa voglio, e se posso me lo prendo.
"Le Donne come te spaventano" mi diceva sempre un mio amico, e forse aveva ragione, e se cosi fossi statemi bene alla larga già devo pensare a me, non posso difendere anche voi dalle insidie del mondo. Se un uomo davanti a una donna che è troppo sceglie quella figa, ma senza alcun altra qualità, non pensate di essere quelle sbagliate, di sbagliato c'è solo lui che evidentemente è così poco che niente "gna fa'", e se ci riuscite stategli alla larga.
Detto questo, con questo post super velenoso festeggio, si fa per dire, le oltre 10.000 visite sul mio blog.
Proprio oggi che al supermercato ho visto uno stormo di sopracciglia ad ali di gabbiano, ho pensato, che di gabbiano ne ho conosciuto solo uno cazzuto, Jonathan Livingostone, che era uno che sapeva volare più in alto di tutti, e che spero prima o poi plani su di noi che non abbiamo paura di essere troppo.
Vi abbraccio forte,
Monica.

sabato 9 aprile 2016

Una somma di piccole cose

La mia vita è mia e non è su FB.
Mi innamoro facilmente di un libro, di una canzone, di una fotografia, di una frase , dei pensieri non miei ma che in qualche modo parlano di me, e li condivido con i 630 (o giù di li amici) che ho sul social. Amici che poi parliamone, per almeno 400 potrei dire chivesencula? Dei 200 rimanenti 150 "ciao come stai?" gli altri 50 si sono autentici e di questi in 5 forse conoscono veramente gli angoli più reconditi della mia essenza, per tutti gli altri sono colei che mi si crede.
Su facebook di trova tutto se sai cercare bene, ho scoperto tradimenti, ho intuito innamoramenti, ho visto foto di donne col pancione e sono stata felice, hai visto quella zoccola di xxx si sposa con xxx ho pensato più lo sono più hanno fortuna il pollo da spennare c'è e buonanotte ar secchio come dicono a Roma.
Ho visto messaggi in codice , ho visto frecciatine tese dagli archi degli stati personali di tanti di voi, dirette ad avversari lontani da voi mille miglia, ho visto gente che voleva comunicare al mondo cosa pensava e ci riesce quasi sempre facendo un po da coscienza critica, ho visto gente struggersi d'amore e gente che si lamenta di continuo del freddo del caldo e dei lunedì , ho visto cuori esplodere d'amore e altrettanti infrangersi.
Ho intuito le sofferenze di chi non si sente adaguato in un mondo in cui se non sei alto magro e faigo non vali un cazzo e invece  forse sei meglio degli altri perché sei diverso.
Ho letto di trivella tua sorella, petaloso, amo i cani, non mangio carne e vivo meglio di te brutto carnivoro puzzolone, vaccino si, vaccino no, io sono per la medicina omeopatica, no Maria io esco.
Ho letto di uomini soli, e donne che rimangono sole e lo urlano io non sono sola io sto sola.

Ho ascoltato e condiviso con voi la musica che amo, i libri che leggo, i posti che ho visto, la bellezza che ho scovato in qualche angolo e mi è rimasta dentro, un piatto buono che ho mangiato, un vino che ho bevuto e che a volte mi ha fatto girare la testa, ho condiviso con voi i miei pensieri su cani, trivelle ,vaccini, Riina, la rabbia dell essere stata tradita, la perdita di un amico, ho condiviso i post di semilascinonvale perché ogni volta mi fanno pensare che il meglio deve ancora venire e che love Can do miracle.

Ho letto messaggi di gente che incuriosita da quello che scrivo ha voluto capire di più, di gente che magari ce l'aveva su con me perché si è sentito offeso, di gente che ci ha provato spudoratamente e che non sa più nemmeno fare una telefonata galante...

Dovremmo avere consapevolezza che chi comunica davvero facebook non lo considera nemmeno, quando sento l'urgenza di vedere qualcuno lo chiamo e gli chiedo di vederci, quando ho bisogno di affetto mi rifugio tra le braccia dei miei porti sicuri, quando e se saró innamorata di qualcuno corrisposta o no, mettetevi l'anima in pace sarete gli ultimi a saperlo, perché sarò impegnata a guardare negli occhi quella persona e dirgli quanto lo amo, o viceversa sarò al bar con una amica davanti ad un caffè a farmi ricordare che merito di meglio.
Fino ad allora tutto quello che scriverò o pubblicheró ognuno di voi lo leggerà pensando chissà cosa, scambiando la frase estrapolata dall'oroscopo per una dichiarazione d'amore e invece era solo l'oroscopo, la mia foto profilo come un maldestro tentativo di corteggiamento e invece no sono così presuntuosa che penso davvero che abbiate avuto culo a conoscermi. Il mondo gira intorno al sole non intorno alle vostre vite piccoli parassiti dei social, quando avete l'impressione che vi consideri come degli ignoranti superficiali sappiate che lo penso davvero della maggior parte di voi, volete sapere se penso di essere meglio della massa? più intelligente e colta ? Si lo penso, ma so che ho tanto da imparare e imparo da tutti anche da chi ritengo inetto, però in compenso voi siete tutti più belli, più belle e innegabilmente più magri di me! Non si può avere tutto nella vita.

Il mondo io lo sto mordendo, anche per voi che siete impegnati a vivere le vite degli altri , anche per voi che perdete tempo dietro ai miei post ,anche per voi che perdete tempo a vedere video di dubbio gusto e che pensate di poter sempre giudicare e dall'alto del vostro pulpito dividere i buoni dai cattivi , i giusti da quelli che per voi sono dei bug del sistema, perché il bianco è il colore della vostra pelle quindi tutti gli altri diversamente colorati sono dei reietti, perché voi camminate su due gambe e quindi che ve ne importa se con la vostra macchinina in leasing bloccate gli scivoli per disabili, perché voi siete eterosessuali e l Amore quello sano è solo tra sessi opposti e tu sei un froscio di m.... anche per voi che dite di volermi bene e mi ferite di continuo, anche per voi che state dimenticando cosa significa l'empatia, il calore di un abbraccio, la luce degli occhi di chi sa sorridere di cuore.
Non potete rincorrere i miei sentimenti negli stati di facebook perché io mi innamoro di continuo, e mi fate una gran pena nelle vostre noiosissime piccole e misere esistenze consumate dietro lo schermo di un computer, grigi e spenti quando fuori sta esplodendo la primavera.

La vita è adesso, non domani, spegnete il cellulare e uscite scoprirete che il mondo non è così male, e se proprio la curiosità vi mangia il culo venitemelo a chiedere Monica ma di chi ti sei innamorata?
Ve lo dirò con piacere e vedrete anche che sono felice perché sorpresona sononinnamorata di me stessa ,già,ho imparato ad amarmi al di sopra di qualsiasi altra persona al mondo...

Petalosamente vostra,
Monica.

Il sorriso regalato a quel passante
un paragrafo di una pagina qualunque
la storia è un equilibrio tra le fonti
il disegno che compare unendo i punti
un patto firmato, un bacio non dato
il futuro che cambia
è una somma di piccole cose
una somma di piccole cose
Una somma di passi, che arrivano a cento
di scelte sbagliate, che ho capito col tempo
ogni volta ho buttato ogni centimetro in più
come ogni minuto che abbiamo sprecato
e non ritornerà
La salvezza in ogni grano di un rosario
ogni lettera del mio vocabolario
scavalchiamo quei cancelli uno ad uno
nelle cellule di un uomo è il suo destino
abbiamo due soluzioni
un bell’asteroide e si riparte da zero
una somma di piccole cose
una somma di passi, che arrivano a cento
di scelte sbagliate, che ho capito col tempo
ogni volta ho buttato ogni centimetro in più
come ogni minuto che abbiamo sprecato
e non ritornerà
buzzoole code

lunedì 27 aprile 2015

Alcune amicizie sono fatte a mano, la maggior parte in serie.

Vi voglio raccontare una storia.
E' una storia d'amore e di coraggio.
E' una storia di rinascita e di speranza.
Ve la racconto perchè mi ha toccata da vicino.
Era l'otto Settembre di qualche anno fa quando da un mazzolin di fiori veniva strappato uno di quei fiorellini belli e colorati ,e profumati ,che era poco più di un bocciolo.
In quel mazzetto , rimasero altri cinque meravigliosi fiorellini, che dopo aver perso un pò di freschezza, tornano ad alzare gli steli e i petali, e chiunque abbia visto queste meravigliose donne, non sara rimasto indifferente all'energia che spigiona il loro legame, l'affetto sincero che le lega, forse per quello che hanno passato , o forse perchè la terra dove sono cresciute queste roselline,cosi aspra e dura per certi versi ha saputo dare i suoi frutti migliori come spesso accade.
Sono passati diversi anni, da quel giorno in cui è andato reciso quel legame, e con lei sono volati via forse per un pò i sorrisi, ma io che le ho conosciute dopo quel tragico giorno, in fondo è come se avessi conosciuto anche il fiore che non c'è più, perchè la senti la presenza, tra loro, negli occhi delle sue amiche è vivo il ricordo.
Ora , a volte ce la prendiamo con Dio , il destino o chissà cos'altro ci sia lassù , che dispone come vuole della nostra vita, ma l'amor con amor si paga, e adesso un germoglino si affaccia prepotente di nuovo in quel mazzetto, e anche se il giardiniere ci ha pensato a dare una sistemata al giardino,il germoglino ha comunque resistito ai tumulti. Vi hanno restituito il sorriso e la luce negli occhi, come era giusto che fosse, in bocca al lupo per la nuova esperienza piccola rosellina, e che sarai all'altezza ne sono certa perchè hai dimostrato già a tutti , quanto una Donna seppur giovane, sappia cosa fare,anche quando si ritrova ad affrontare possibilità piu grandi di lei. Quindi sii orgogliosa di te.
Da questa storia ho tratto un insegnamento che spero valga per tutti , che i problemi possono essere visti come opportunità e che tutto quello che perdiamo ingiustamente ci viene restituito, che alla fine le cose più belle arrivano per chi ha la pazienza di aspettare.
Ho imparato che in giro ci sono tante donne che sono meglio della maggior parte degli uomini che conosco,
Ho imparato che certi "AMORI" fanno dei giri immensi e poi ritornano...
Avrei voluto scrivere di più ma non voglio e non posso, alla prossima ...col solito pezzo scazzone!!
Vi abbraccio fortissimo!


Hai cercato di capire
e non hai capito ancora
se di capire si finisce mai.
Hai provato a far capire
con tutta la tua voce
anche solo un pezzo di quello che sei.

Con la rabbia ci si nasce
o ci si diventa
tu che sei un esperto non lo sai.
Perché quello che ti spacca
ti fa fuori dentro
forse parte proprio da chi sei.

Metti in circolo il tuo amore
come quando dici "perché no?"
Metti in circolo il tuo amore
come quando ammetti "non lo so"
come quando dici "perché no?"

Quante vite non capisci
e quindi non sopporti
perché ti sembra non capiscan te.
Quanti generi di pesci
e che correnti forti
perché 'sto mare sia come vuoi te.

Metti in circolo il tuo amore
come fai con una novità
Metti in circolo il tuo amore
come quando dici si vedrà
come fai con una novità

E ti sei opposto all'onda
ed è li che hai capito
che più ti opponi e più ti tira giù.
E ti senti ad una festa
per cui non hai l'invito
per cui gli inviti adesso falli tu.

Metti in circolo il tuo amore
come quando dici "perché no?"
Metti in circolo il tuo amore
come quando ammetti "non lo so"
come quando dici perché no.