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venerdì 24 luglio 2020

che cos'è l'amore?

Non scrivo da un po', intanto perché la pandemia mi ha praticamente paralizzata, poi catapultata a lavoro...mi sono posta mille domande e non sono riuscita a trovare una risposta a nessuna, mi sono chiesta se avessi fatto la scelta giusta facendo medicina, e perchè non avessi studiato lettere, a cosa fossero serviti i miei sforzi se alla fine il SSN mi lasciava in panchina perché senza specializzazione.
Poi ho cominciato a pensare alla speranza di uscire da questo periodaccio migliorati, a qualcosa sarà pure servito, mi sono detta, invece manco per sto cavolo, le merde (tante) sono diventate peggio di come già non fossero.
Oggi finalmente con una candela di "cera una bolla" accesa, l'odore di citronella, mi godo la prima vera serata libera sorseggiando una birra fredda sul balcone di casa mia. E' il momento giusto per fermarmi a scrivere quel pezzo che ho in canna da qualche giorno, ma non ho avuto tempo per metterlo nero su bianco, sono reduce da giornate tanto folli ed intense che le emozioni mi hanno fatto venire un sonno pazzesco morale della favola alle dieci ero praticamente già KO.
Insieme a Vittorio Virone e Linda La Marca abbiamo messo su a distanza un piccolo omaggio alla nostra Sicilia, abbiamo provato una sola volta e siamo andati in scena e di fatto mi tremavano le gambe...ma alla fine, nonostante tutto è venuto fuori bene.
E' finalmente arrivato il mio libro e non sapete che misto di paura e gioia ho provato a stringerlo tra le mani, incredula, perché nei miei sogni nel cassetto c'era quello di scrivere un libro e vederlo realizzato e con una casa editrice nazionale, è stata una soddisfazione impagabile.

Qualche sera fa durante un tranquillo turno notturno, tra una risata e l'altra mi hanno chiesto:
"Credi nell'amore?"
Non ci ho pensato nemmeno un secondo, ho risposto di pancia:
"SI!".
Si ci credo, credo che l'amore esista, ci credo così tanto che non mi riesco ad accontentare, l'amore per me è così travolgente che mi dovrebbe stordire, una botta in testa altro che farfalle nello stomaco.
Come se non fosse già abbastanza complicato rispondere a questa domanda ne arriva un'altra:

"COS'E' PER TE L'AMORE?" - quanto tempo abbiamo per rispondere - mi sono detta.
Che cos'è l'amore...
Non lo so, ma le parole sono venute fuori da sole: 
è dare senza pretendere nulla in cambio, 
è ridere senza motivo, 
fare le cose senza pensare che in fondo non può nuocerti nulla, 
è cedere la punta al cioccolato del cornetto algida, 
l'amore è il profumo della mia "nipotina" appena conosciuta che ho tenuto in braccio per la prima volta e non avrei mai voluto lasciarla, 
è abbracciare la mia amica e sorella e non avere paura di piangere perché mi è mancata da morire.

L'amore è vedere i sogni prendere forma, 
è andare a lavoro ed essere felice, 
passeggiare in riva al mare, 
incazzarsi se perdi la partita al tie break perché sei fumantina e a 'na certa sbrocchi. 
L'amore è cucinare per qualcuno, 
è la felicità nell'attesa di un appuntamento, 
l'amore è una passeggiata in silenzio uno accanto all'altro.
L'amore è il ricordo di mio nonno che non mi lascia mai e che per fortuna mi suggerisce le battute...un super nonno, che avrei voluto ancora con me.

L'amore vorrei che non avesse pretese di cambiarmi, che potesse dire che gli vado bene così come sono, con qualche kg in più, con le mie intemperanze, la mia indipendenza, il mio amore per la musica, i libri, l'arte, per le isole piccole dove non c'è niente se non il mare.

Vorrei vedere degli occhi brillare quando brillano i miei, vorrei trovare un amore che mi sapesse dire ti scelgo perché io lo vedo che sei speciale e anche se forse di meglio si trova, tu per me sei il meglio che c'è.


Per due che come noi non si son persi mai
E che se guardi indietro non ci crederai
Perché ci vuole passione
Dopo vent'anni a dirsi ancora di sì
E stai tranquilla, sono sempre qui
A stringerti la mano
Ti amo, andiamo

martedì 5 giugno 2018

Fimmina di Casa


"FIMMINA DI CASA- di Andrea Furnari.





Non è la prima volta che mi succede di vedere una fotografia che mi comunichi una suggestione, fotografie che a volte raccontano una storia.

Mi immagino una domenica tersa di giugno, il frinire delle cicale che spesso si fanno sentire nelle ore più calde, il tintinnio delle posate che urtano delicate i piatti, il profumo del sugo appena fatto, e delle melanzane fritte (che domenica sarebbe senza), delle mani raggrinzite dal tempo che pizzicano le foglie di basilico, e delle altre che stirano sapientemente la tovaglia sul tavolo del patio.
Immagino che quelle mani abbiano tanto da raccontare, immagino siano mani che hanno lavorato una vita e che non si sono risparmiate tagli e ferite, il lavoro che oggi le rende ruvide ma che non mancano mai di donare una carezza ai nipoti che affolleranno chiassosamente casa poco dopo il rito della "cunzata" del tavolo. 
Immagino che quelle mani si siano intrecciate che erano poco più che ventenni e che si siano trovate distanti decine di volte, per poi riavvicinarsi, perché così è l'amore: è man-tenersi. 
IL CUORE ALTROVE- di Andrea Furnari.

Le mani che stanno stirando le pieghe di una tovaglia, mi raccontano decine di altre immagini, di una passeggiata mano nella mano che dura una vita, che trova il culmine in quelle domeniche, in cui la nonna cucina per tutti.

Mi raccontano di "Fimmini di Casa", che hanno portato avanti le famiglie per venti, trenta a volte quarant'anni nei casi più fortunati anche di più, quelle che voi uomini avete pensato vi fossero subordinate e sottomesse, senza le quali non sareste stati in grado nemmeno di "Sciusciarivi u nasu", quelle donne hanno fatto la loro dichiarazione di indipendenza attraverso le loro figlie e poi le loro nipoti. Il segnale del tempo che passa al quale molti ancora si devono abituare.
Una donna "indie", credetemi sa meglio di tutti come fare la fimmina di casa. 
Le donne "indie", sono quelle che per anni di domenica hanno fritto melanzane per tutti, e che vi hanno insegnato ad amare, e rispettare e corteggiare le donne, solo che voi nel frattempo lo avete dimenticato.

Io dietro certe foto ci vedo delle storie, e dietro quelle storie ci vedo il fallimento della nostra generazione, e ancora di più di quella dei nostri genitori di uno stuolo di madri che ha educato delle donne agguerrite e intelligenti, non raccontando di quanto però gli uomini si spaventino di loro, perché delle altre madri hanno imboccato i figli fino a trenta a volte quarant'anni non dicendogli mai cresci, ma rimboccandogli le coperte, e portandogli il caffè a letto, crescendo degli inabili emotivi (e mi dispiace dirlo,  non solo emotivi).

In una foto con una fimmina di casa, ci vedo la famiglia e l'odore del pranzo domenicale e il pippiare del sugo sul fuoco, ma questo lo sto solo immaginando.

Quello che si vede nella foto è una donna anziana che stira con sapienza una tovaglia aiutandosi con le mani, da sola. 
Ma più di ciò che si vede mi piace ciò che non si vede, il nonno che sta forse supervisionando in cucina sperando che non si bruci nulla, o che magari ha sulle gambe il più piccolo dei nipoti a cui sta raccontando una storia fantastica.

Mi piace pensare che dopo aver finito di "cunzare la tavola" arrivi il momento di mettersi su una poltroncina al fresco riparo di qualche albero, con un libro, e che le nipoti si siedano tutte intorno ad ascoltare le parole stampate su quelle pagine ingiallite, mentre gli uomini, in un angolo guardano con incredulo stupore i tempi che cambiano, provando con fatica a stare al passo, e se saranno fortunati, troveranno una donna che li terrà per mano, che per amore rallenterà, aspettandoli.

A MANO A MANO - di Andrea Furnari.

“Il volersi bene si costruisce. Ma l’amore quello vero, no. L’amore lo senti immediato, non ha tempo. É dire “ti sento”. Un contatto di pelle, un abbraccio, un bacio. Mantenersi, il mio verbo preferito, tenersi per mano. Ti può bastare per la vita intera, un attimo, un incontro. Rinunciarvi è folle, sempre e comunque.” 
― Erri De LucaI pesci non chiudono gli occhi


Le fotografie sono state realizzate e condivise per gentile concessione, dall'occhio sensibile dell'artista a tutto tondo e amico insostituibile : Andrea Furnari. 

venerdì 2 dicembre 2016

Quando è troppo ...è troppo!

Oggi, passeggiavo per le trafficate e rumorose strade palermitane, tentavo di non farmi spalmare sulle strisce pedonali dagli spericolati automobilisti della bella Palermo, guardandomi attorno pensavo che il troppo spaventa sempre. Mi spiego meglio, vedete Palermo è una di quelle città "troppo" è troppo trafficata, troppo sporca e rumorosa, ma è anche troppo bella, calda e piena di magia. Più camminavo e più mi facevo convinta, che 'sto troppo spaventa, e da Palermo a pensare alle donne, a molte delle donne che conosco è stato un attimo, già perché le donne che sono "troppo" spaventano. 
Sei troppo intelligente e troppo indipendente, nel 2016, si. Vorrei non commentare, ma devo è più forte di me, ecco vi spiego una cosa, quando una donna è diciamo dotata di una media intelligenza tale da poter essere poco più di un'ameba, o uno di quei soprammobili cinesi che hanno giusto la capacita di ondeggiare la testa, siete ingombranti per il maschio italico, si confondono se parlate e dite cose intelligenti, le donne intelligenti di solito hanno opinioni proprie, e quasi sempre anche un lavoro.
Già, vogliamo parlare di sta storia che vi siete messe lavorare? Niente più grembiuli e fornelli? 
No, perché ragazze mie belle, se siete indipendenti e intelligenti, molto probabilmente guadagnerete più di lui, e la cena la potete offrire voi e che umiliazione sarebbe per il vostro gattone arruffato du-du-du da-da-da... insomma meglio siate un pò meno.
Poi non voglio fare quella che si è reincarnata in Bridget Jones, anche perchè quella muta muta, i dieci kg in più non li ha persi e si è beccata degli strafighi da paura, da Hugh Grant al neurochirurgo più figo del piccolo schermo, e io ecco di sti tronchi di pino vicino a me francamente non ne ho visti. Facile cadere ne trappolone del quella è bella più di me per questo l'ha scelta, guardate meglio, vedrete che sarà una gattina, morta quasi sempre, ecco cosa ammalia gli uomini, il poco, perchè così loro che tante volte sono più tonti dell'ispettore Zenigada di Lupin, non lo sopportano che voi possiate essere socialmente più brillanti, se poi il fisico non vi accompagna ciaone proprio. Ecco per anni mi sono arrovellata e torturata col cosa ho meno di lei? E sapete adesso che mi sono risposta adesso che ho superato i trenta e forse ho leggermente ripreso il senno? che io in meno non ho proprio un bel niente, anzi ho cose in più, sono troppo, si perchè io se una cosa non mi va lo dico, se ho voglia di piadina e non di pizza lo dico, se voglio andare al mare e non in montagna lo dico, se mi girano gli zebedei perchè tu tergiversi con una che a me non va a genio lo dico, se mi stai facendo promesse che mai potrai mantere e ancor peggio mi stai bellamente prendendo in giro lo dico, e se quel maglione ti sta di merda lo dico altrettanto...Per me non è uguale, non è indifferente, io so cosa voglio, e se posso me lo prendo.
"Le Donne come te spaventano" mi diceva sempre un mio amico, e forse aveva ragione, e se cosi fossi statemi bene alla larga già devo pensare a me, non posso difendere anche voi dalle insidie del mondo. Se un uomo davanti a una donna che è troppo sceglie quella figa, ma senza alcun altra qualità, non pensate di essere quelle sbagliate, di sbagliato c'è solo lui che evidentemente è così poco che niente "gna fa'", e se ci riuscite stategli alla larga.
Detto questo, con questo post super velenoso festeggio, si fa per dire, le oltre 10.000 visite sul mio blog.
Proprio oggi che al supermercato ho visto uno stormo di sopracciglia ad ali di gabbiano, ho pensato, che di gabbiano ne ho conosciuto solo uno cazzuto, Jonathan Livingostone, che era uno che sapeva volare più in alto di tutti, e che spero prima o poi plani su di noi che non abbiamo paura di essere troppo.
Vi abbraccio forte,
Monica.