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sabato 18 dicembre 2021

Col Bagaglio Leggero.

È da molto che non scrivo, dopo un po' sento il richiamo. 

Il fatto è che l'ultimo mese e mezzo è stato una bomba, dopo aver ristrutturato casa essermi detta "io voglio vivere in questa piccola città!", ecco che arriva quella cosa che aspettavi da tempo e non ci  credevi più nemmeno tu, scuola di specializzazione, una di quelle che desideravi fare, piccolo dettaglio la dovrai fare a circa 1000 km da casa tua.

Ho pianto vedendo la costa di Palermo che diventava sempre più piccola e sfumata, fino a quando non è stata totalmente avvolta dal buio della notte e del mare, mi sono svegliata davanti all'isola del Giglio, ho visto i delfini che giocavano con la scia della nave, mi sono detta "come accoglienza non c'è male".

Disfi i pacchi in cui hai rinchiuso praticamente tutta la tua vita, e mi sono chiesta ogni oggetto che tiravo fuori, chissà che ne sarà di me, se mi piacerà quello che devo fare, in fondo molto distante dal lavoro che avevo fatto per 6 anni. Chissà se mi piacerà stare qui, e Buk e i miei amici? Ovviamente tutte domande alle quali nessuno poteva rispondere, a parte il tempo.

Così ho cominciato, è passato un mese e mi ritrovo seduta a picchiettare finalmente di nuovo sulla tastiera in fondo qui non è male, sono un po' medievali, ma tutto sommato sono simpatici, fa troppo freddo e esco da casa che sembro l'omino Michelin (a questo non credo mi abituerò mai), cucinano bene, ma proprio bene e io praticamente sto provando tutto ciò che la cucina senese possa offrire, si beve benissimo e una volta che i tasselli del confort food sono andati a posto mi sono sentita più serena, almeno non morirò di fame.

Ho visto cose che non immaginavo esistessero, ho imparato già cose che non sapevo, ho visto castelli, borghi medievali e nuovi paesaggi.

Ho già conosciuto gente nuova, scritto nuove pagine, sentito nuove storie.

Ho messo la tessera del puzzle che cercavo e non trovavo, ho fatto ordine.

Quando ho messo ordine nella mia vita mi sono sempre successe cose che mi hanno cambiata, che mi hanno migliorata, il più delle volte sono stati cambiamenti avvenuti grazie a degli incontri, che mi hanno messa di fronte a situazioni nuove che richiedono uno sforzo immenso a volte da parte mia per tenere a bada la mia area grigia quella dove mi perdo con una facilità immane, ho pensato per un mese intero a come poter tornare vicino a casa, ho pensato che forse non ero nel posto giusto, che non mi sarei trovata bene, poi ho ripreso in mano il libro talismano, quello che ha dentro le parole giuste per me, quello che mi ha insegnato che gli imprevisti sono opportunità, mi sono detta che la vita mi ha messo in mano una nuova fiche da giocare e che tenerla in mano era una cavolata, che la devo giocare sta mano, che le occasioni non vanno sprecate, e che come sempre dobbiamo viaggiare col bagaglio a mano leggero, che va riempito mentre viaggiamo che portarlo già pieno e pesante non solo mi rallenterebbe ma non mi darebbe l'opportunità di metterci dentro le cose che mi regalerà questo nuovo viaggio e se lo volete sapere di cose dentro ne ho messe.

Ci metto dentro i sorrisi delle mie nuove colleghe che sento già diventeranno mie grandi amiche, ci metto mia sorella che sto ritrovando di nuovo come coinquilina e che è una gran cacacazzi, ci ho messo i pomeriggi con mia cugina e Marco, con Francesco e Matilde, ci metto la degustazione di vino con Adriana, ci metto un piatto di chiocciole strepitoso, ci metto una specializzanda dermatologa palermitana che è dotata di una comicità naturale che solo i palermitani possiedono, ci metto le celluline verdi che guardo ogni giorno nei vetrini e sembrano un quadro di arte contemporanea, ci metto i vicoli di Siena che di sera diventano suggestivi e sognanti, ci metto la bellezza mozzafiato di Firenze, il calore di Pisa con le mie amiche storiche, ci metto un weekend palermitano che non mi sarei mai immaginata di fare, un'arancina da Recupero, ci metto dentro le paure che non provavo da tanto tempo e che mi stanno facendo ricordare che significa mettersi in gioco, ci metto quintali di messaggi su whatsapp, telefonate interminabili con Valentina che è la mia rete di salvataggio, ci metto la mia amica Ilaria che è stato uno dei regali di questo anno, insieme a Silvia e al nostro esserci scelte al primo aperitivo e che sembra esserci da sempre, ci metto dentro una lampada rotta, uno scorcio di un vicolo palermitano, ci metto la gentilezza, ci metto le canzoni, la biografia di Sant'Agostino, i libri che sto divorando avida come sempre, ci metto la voglia che ho di azzannare la vita, per farla breve ci metto quello che secondo me si avvicina di più al concetto di felicità.

La felicità che ha i nomi delle persone che sto incontrando, quelle che c'erano già, dei posti che sto scoprendo e lo spazio del mio bagaglio a mano leggero.

"Forza Monica, fai vedere chi sei, lascia a casa Ludovica, che è arrivato il momento, goditi il viaggio".

Racconto questa storia perchè insegna che perdere è avere un'occasione. Invece si ha paura di perdere e/o di perdersi. A tutte le latitudini "smarrire" "smarrirsi" sono verbi vietati. Siamo circondati da indicazioni, cartelli stradali, navigatori satellitari, mappe sul cellulare. Poi un giorno ho incontrato Tony Wheeler, ideatore delle Lonely Planet, le guide di viaggi più diffuse nel mondo, e gli ho sentito dire: "Il più delle volte ho trovato quel che cercavo quando mi sono perso".

A tutti voi auguro buon viaggio, 

Monica. 

 

venerdì 24 luglio 2020

che cos'è l'amore?

Non scrivo da un po', intanto perché la pandemia mi ha praticamente paralizzata, poi catapultata a lavoro...mi sono posta mille domande e non sono riuscita a trovare una risposta a nessuna, mi sono chiesta se avessi fatto la scelta giusta facendo medicina, e perchè non avessi studiato lettere, a cosa fossero serviti i miei sforzi se alla fine il SSN mi lasciava in panchina perché senza specializzazione.
Poi ho cominciato a pensare alla speranza di uscire da questo periodaccio migliorati, a qualcosa sarà pure servito, mi sono detta, invece manco per sto cavolo, le merde (tante) sono diventate peggio di come già non fossero.
Oggi finalmente con una candela di "cera una bolla" accesa, l'odore di citronella, mi godo la prima vera serata libera sorseggiando una birra fredda sul balcone di casa mia. E' il momento giusto per fermarmi a scrivere quel pezzo che ho in canna da qualche giorno, ma non ho avuto tempo per metterlo nero su bianco, sono reduce da giornate tanto folli ed intense che le emozioni mi hanno fatto venire un sonno pazzesco morale della favola alle dieci ero praticamente già KO.
Insieme a Vittorio Virone e Linda La Marca abbiamo messo su a distanza un piccolo omaggio alla nostra Sicilia, abbiamo provato una sola volta e siamo andati in scena e di fatto mi tremavano le gambe...ma alla fine, nonostante tutto è venuto fuori bene.
E' finalmente arrivato il mio libro e non sapete che misto di paura e gioia ho provato a stringerlo tra le mani, incredula, perché nei miei sogni nel cassetto c'era quello di scrivere un libro e vederlo realizzato e con una casa editrice nazionale, è stata una soddisfazione impagabile.

Qualche sera fa durante un tranquillo turno notturno, tra una risata e l'altra mi hanno chiesto:
"Credi nell'amore?"
Non ci ho pensato nemmeno un secondo, ho risposto di pancia:
"SI!".
Si ci credo, credo che l'amore esista, ci credo così tanto che non mi riesco ad accontentare, l'amore per me è così travolgente che mi dovrebbe stordire, una botta in testa altro che farfalle nello stomaco.
Come se non fosse già abbastanza complicato rispondere a questa domanda ne arriva un'altra:

"COS'E' PER TE L'AMORE?" - quanto tempo abbiamo per rispondere - mi sono detta.
Che cos'è l'amore...
Non lo so, ma le parole sono venute fuori da sole: 
è dare senza pretendere nulla in cambio, 
è ridere senza motivo, 
fare le cose senza pensare che in fondo non può nuocerti nulla, 
è cedere la punta al cioccolato del cornetto algida, 
l'amore è il profumo della mia "nipotina" appena conosciuta che ho tenuto in braccio per la prima volta e non avrei mai voluto lasciarla, 
è abbracciare la mia amica e sorella e non avere paura di piangere perché mi è mancata da morire.

L'amore è vedere i sogni prendere forma, 
è andare a lavoro ed essere felice, 
passeggiare in riva al mare, 
incazzarsi se perdi la partita al tie break perché sei fumantina e a 'na certa sbrocchi. 
L'amore è cucinare per qualcuno, 
è la felicità nell'attesa di un appuntamento, 
l'amore è una passeggiata in silenzio uno accanto all'altro.
L'amore è il ricordo di mio nonno che non mi lascia mai e che per fortuna mi suggerisce le battute...un super nonno, che avrei voluto ancora con me.

L'amore vorrei che non avesse pretese di cambiarmi, che potesse dire che gli vado bene così come sono, con qualche kg in più, con le mie intemperanze, la mia indipendenza, il mio amore per la musica, i libri, l'arte, per le isole piccole dove non c'è niente se non il mare.

Vorrei vedere degli occhi brillare quando brillano i miei, vorrei trovare un amore che mi sapesse dire ti scelgo perché io lo vedo che sei speciale e anche se forse di meglio si trova, tu per me sei il meglio che c'è.


Per due che come noi non si son persi mai
E che se guardi indietro non ci crederai
Perché ci vuole passione
Dopo vent'anni a dirsi ancora di sì
E stai tranquilla, sono sempre qui
A stringerti la mano
Ti amo, andiamo

venerdì 1 maggio 2020

Primo Maggio, quarantena agli sgoccioli. Chissà se...

Chissà se sono solo io a chiedermi se ci piacerà la vita che verrà, fuori dalle mura protettive delle nostre case.
Chissà se saremo pronti, specie in Sicilia, a non baciarci, a non abbracciarci.
Chissà se saremo pronti a fare morire in gola quei: "Ciao Bellomè!".
Niente sarà più come prima, ma quello che ci attende non è detto che possa esser peggio di ciò che ci lasciamo alle spalle.
Riepiloghiamo, cosa ha insegnato la quarantena:
  1. Lavarsi le mani non è un optional, usare acqua e sapone può salvare la vita. (sarebbe bello se l'uso fosse esteso alle ascelle, prima il sapone e poi il deodorante, più sudi e più profumi è una balla, ve lo volevo dire).
  2. Quando starnutiamo o tossiamo, dobbiamo farlo dentro il gomito, non con le fauci spalancate, spargendo le nostre flugge in faccia ai nostri interlocutori. (maledetti!)
  3. Usare dentifricio e spazzolino, perché la mascherina a gas non è piacevole. Stop all'Alitosi, e no, una mentina non basta.
  4. Lo sport fa bene. Tutti a correre.
  5. I cani sono i migliori amici dell'uomo. Sentire quel: "Scendi" il cane è stata una salvezza.
  6. Camminare a piedi fa bene e non inquina.
  7. Sappiamo cucinare, impastiamo, spianiamo, mantechiamo, arrostiamo, brasiamo.
  8. Beviamo siciliano, mangiamo siciliano, viaggiamo siciliano.
  9. Ci mancano estetiste e parrucchieri.
  10. Gli infermieri sono degli eroi. Rispettiamoli, non insultiamoli, non sminuiamoli. Per la cronaca hanno la laurea, sono Dottori.
  11. I medici sono degli eroi. Rispettiamoli, non picchiamoli, non minacciamoli. Anche le donne sono Dottoresse, non signorine, giusto per ricordarlo.
  12. La scuola, i banchi, le lavagne in fondo mancano. Anche se provate a sabotare in tutti i modi le lezioni on-line.
  13. Aprono le librerie e nessuno ha la bramosia di andare, niente assembramenti, mi rendo conto che  per molti di voi l'Infinito di Leopardi sarà sempre: "Leopardare". 
Se ci fossero state le librerie più affollate, non ci sarebbero stati dubbi sul significato di "congiunti".

All'infuori del cane, il libro è il migliore amico dell'uomo. Dentro il cane è troppo scuro per leggere. (Groucho Marx)


giovedì 9 aprile 2020

Voglia di Dance All Night, dalla quarantena Giovedi 9 Aprile

Ero tutta assorta nella lettura di "Io sono la bestia" di Andrea Donaera (NNEdizioni), che ho preso e lasciato, stamattina mi sono detta è arrivato il momento di terminarlo.




Mia sorella si è improvvisata parrucchiera e salvatrice delle ricrescite di tutta la famiglia, mi padre ci guarda divertito, oggi è il turno di mamma, ieri è stato il mio, ho la piega fatta e un colore nuovo e lucido.
Mentre era intenta ad applicare il colore, rigorosamente dalle radici, mi dice:
«Metti un pò di musica è il momento di condividere, tra coinquilini si condivide» la guardo un pò infastidita e cedo alla sua richiesta, trovo una canzone dance che so che l'avrebbe fatta sorridere, la metto e do il via a un deejay set anni Novanta che ci ha fatto ridere cosi tanto che sono riuscita a liberare anche le lacrime.
Da Gabry Ponte a Gigi d'Agostino a cantanti che ho totalmente dimenticato ma che sono stati il tormentone delle mie serate estive da adolescente e il tormento dei miei genitori che ovviamente subivano le mie paturnie adolescenziali. Non mi sembra vero che siano passati vent'anni. 
Girovagando negli anni '90 mi sono imbattuta nei Green Day, negli Oasis (che oggettivamente sono portentosi ancora ora), un sacco di band dalle Spice Girl alle immancabili boy band tutte ovviamente scomparse.

(per chi volesse ascoltare la playlist pop)

(Per i più temerari, la playlist Dance)

Così la cucina è diventata un salone anni'90, ho pensato alle mie amiche e ai nostri giri in scooter, con qualsiasi condizione climatica immaginabile. 
Le amiche di allora sono le stesse di oggi, amicizie ultra-ventennali, che hanno resistito alla musica discutibile (eufemismo), a qualche scossone dovuto al tempo che passando ha plasmato i nostri caratteri, alle distanze che continuano fisicamente a separarci.
E così ci sentiamo al telefono e su what's app, qualche video-chiamata, vedo crescere una nipotina in foto e programmo i miei fine settimana post isolamento immaginandomi con loro, sognando un viaggio che non abbiamo mai fatto insieme in 20 anni, pensando di tornare a passeggiare nelle strade di Pisa ed incontrare vecchi amori passeggiando sul Lungarno.

Penso alle parole che avrei dovuto dire e non ho mai pronunciato, agli incontri che ho evitato e quelli che avrei potuto evitare in questi anni, a quelli che ho immaginato e sogno da tempo e che ogni tanto fanno capolino nelle notti in cui dormo beatamente.
Finalmente ho finito la nuova revisione del mio libro e adesso aspetto il responso della mia editor, in quelle pagine, raccolgo parte delle cose che una volta pubblicato il libro vorrei fare.

A proposito di sogni, ne ho ancora tanti da realizzare e quando pensi che tutto sia fermo che non si muova più niente il destino mi fa arrivare una telefonata  che mi mette davanti a tutti i miei "farei" e "vorrei" e così piena di entusiasmo ho affrontato la giornata di oggi, così:

Vivendo.


Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: 
uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere. 
(Dalai Lama)



sabato 4 aprile 2020

Silenzio dalla Quarantena,Sabato 4 Aprile 2020.

Oggi finalmente c'è il sole, sono riuscita a fare yoga in balcone, scaldata dal tepore della primavera.

C'è silenzio.

C'è così silenzio che riesco a sentire nitidamente la voce dell'annuncio della stazione bassa di un treno in arrivo, cosa che in tempi normali è praticamente impossibile, visto che il quartiere dove vivo è attraversato da diverse arterie cruciali della viabilità cittadina, che si traduce con strombazzate moleste a qualsiasi orario.
Le campane della chiesa pure quelle si sentono bene, qualche sirena, ma per fortuna niente di straordinario. 

Mi impressiona alzare gli occhi e vedere il ponte completamente vuoto, come fosse una domenica sonnecchiante, solo che per ora è domenica ogni giorno.

L'agenda mi ricorda una serie di incontri che stanno saltando, quello sulle donne, quello su Danilo Dolci (ieri lo ha menzionato Saviano a Propaganda Live), quello di oggi, su una agrigentino che non c'è più e sarebbe stato ricordato dagli amici che hanno scritto per lui un pò di lettere, raccolte da sua mamma in un libro.

Vorrei scrivere anche io qualche lettera, a mano, imbustarla e spedirla come si faceva negli anni novanta con i "pen friend", ve li ricordate? 

Ho guardato una serie di soluzioni per arredare il mio balcone, prenderò tante piante appena sarà possibile, sperando che col pollice nero che ho non vadano incontro a morte in breve tempo.
Comincerò a comprare i fiori per i tavoli di casa, qualche quadro per ingentilire le pareti bianche e le tende.

(Mi piace il verbo ingentilire)

Mi sto dedicando ai libri arretrati, al mio libro che è quasi pronto, alla musica che non avevo tempo di ascoltare e a quella che avrei voluto ascoltare di più, sto guardando vecchi film, smaltendo la lista delle cose da vedere su Netflix, ovviamente non manca Disney+.

Vorrei tornare a viaggiare e vorrei farlo più spesso, voglio vedere Napoli e Lisbona e se sarà possibile andare in qualche isoletta sperduta. 
Vorrei tornare a Pisa che mi manca sempre, già che ci sono vorrei vedere i campi di girasoli, vorrei andare a Siena e fare un giro per cantine (cosa che non ho mai fatto negli anni vissuti in Tosana), il tutto passando per Palermo, che ve lo dico a fare.

Mi chiedo come saremo una volta usciti da casa, i soliti merdosi egoisti?

Smetteremo di avere paura dell'amore?

Troveremo il coraggio di ribaltare il tavolo e spendere bene il nostro tempo?
Ho pensato di iscrivermi a Lettere.

Lo avete capito cosa intendevo dire ogni volta che scrivevo di dare valore al vostro tempo? Di considerarlo come il più prezioso dei doni?
Avete capito perché avevo smesso di fare le cose "perché mi pare male"? 

Il sole di oggi mi fa osservare la città ovattata nel silenzio, mi mancano le mie amiche, le loro risate fragorose, i nostri abbracci, pochi ma buoni, mi manca la mia ora di tennis, e allenarmi in palestra, mi manca andare a lezione di medicina d'emergenza, mi manca andare a Roma e mi mancano i miei colleghi della scuola di medicina estetica.
Mi manca scendere da casa e andare in centro a piedi per fare l'aperitivo, salutare qualche conoscente che mi sta simpatico, e che mi piacerebbe conoscere meglio.
Mi manca andare al ristorante, sentire il profumo dei manicaretti cucinati dagli chef, le risate dei tavoli vicini, la musica ambient di sottofondo.
Mi manca il profumo del mare.

C'è odore di soffritto, chissà che cosa cucina la mia vicina che ha interrotto la mia lezione di yoga stamattina per raccontare da balcone a balcone la ricetta delle arancine.

Ho conosciuto il silenzio
delle stelle e del mare,
il silenzio dei boschi prima che
sorga il vento di primavera.
Il silenzio di un grande amore,
il silenzio di una profonda pace dell’anima
Il silenzio tra padre e figlio
e il silenzio dei vecchi carichi di saggezza
(Edgar Lee Masters)


martedì 3 aprile 2018

Vamos a ser Feliz.

Rieccoci.

Ho sempre pensato che ognuno di noi abbia diritto a un po' di felicità. 
Ma non dovete pensare che questa ci spetti per diritto di nascita, perché non è così, la felicità come molte cose nella vita va conquistata, e in qualche modo ce la dobbiamo meritare.

Scegliamo di essere felici in fondo, e quando ci lamentiamo che le cose non vanno come vorremmo, dovremmo solo fermarci e chiederci se in fondo stiamo facendo tutto ciò che è in nostro potere per stare bene. Molto spesso quando mi sono fermata a pensare ho dato una risposta alle mie domande e trovato il generatore di infelicità.
A volte aveva un nome ed un cognome, il più delle volte corrispondente al bipede maschio che mi stava accompagnando maldestramente, o qualche amico\a che non si ricordava bene come ci si comporta, a volte qualcosa che ha fatto inceppare il mio percorso di studi (quasi sempre coincidente con me stessa), a volte il lavoro. A volte una somma di piccole cose.
Oggi alla luce di queste considerazioni scelgo di essere felice, anche se forse mi prenderanno per matta, anche se la mia allegria è fastidiosa ai più, anche se vengo etichettata come "diversa" e forse in fondo sono felice anche di questo.

Ho scelto di prendere il primo caffè del mattino davanti al mare, e non a Bolzano, perché questo piccolo rito mattutino mi rende felice.
Ho scelto di andare in palestra un giorno si e uno no, perché stancarmi con un peso in mano mi faceva scordare una serie di paturnie.
Ho scelto di eliminare i vampiri energetici e le persone che si lamentano di ogni cosa, perché le vostre lamentale inutili mi urtano il sistema nervoso.
Ho scelto di fare un lavoro dove il rapporto umano è imprescindibile, e non fermarsi più di dieci minuti con un paziente perché "veloce che sennò ti ingolfi", non fa per me, io coi miei pazienti ci voglio anche parlare, perché non voglio essere anestetizzata alle emozioni.
Ho scelto di non pretendere molto dagli altri, perché non tutti sanno dare quanto dai tu, finiranno per deluderti.
Ho scelto di lasciare perdere, perché tante volte, far finta di avere torto ti salva da tante inutili chiacchiere.
Ho scelto di inseguire i miei sogni, ma solo se questi sono un motivo valido per alzarti e combattere per qualcosa in cui credi, non quando diventano una lotta contro i mulini a vento.
Ho scelto di avere fiducia nella gente e in questo storto mondo, perché lo so che chi sa donarsi in fondo prima o poi riceverà...e no, non la riceverà in quel posto, non sempre (si spera).
Ho scelto di dare valore alle persone che me ne attribuiscono, non voglio più concedere a nessuno il privilegio della mia presenza e del mio affetto a chi non fa nulla per dimostrarmelo.
Ho scelto che chi non trova tempo per me, non deve averne nemmeno un secondo del mio.
Ho imparato a prendermi cura di me, ma anche degli altri cosa che mi rende estremamente felice.
Ho imparato a chiedere scusa, ho imparato che i silenzi mi angosciano e quindi parlo, mi sento libera, ed essere libera mi rende felice.

Oggi scrivo questa nuova pagina, dopo l'ennesima delusione, dopo un silenzio assordante che mi accompagna da giorni, dopo aver scelto di lasciare il mio nuovo lavoro, perché, non ero più felice, e la mia felicità io me la sono sudata e non voglio rinunciarci.

Ho imparato a volermi bene.

Ho imparato a lottare, per le persone che amo, per fare ciò che amo.

Ho imparato tanto tempo fa ad essere felice. E spero impariate anche voi. E se su questa terra c'è qualcuno a cui volete bene dimostratelo, se c'è qualcosa che volete fare provate a farla. La fatica sarà ripagata, forse proprio dall'abbraccio di quella persona a cui non avete solo detto a te ci tengo, ma gliel'avete anche dimostrato.

Insomma come cantavano i Negrita:
"Ho imparato a sognare e non smetterò".

Doppio senso.
Dipinto di Gaetano Vella, artista Agrigentino.



lunedì 12 giugno 2017

La solitudine dei numeri primi.


Ecco nella vita, si fanno incontri imprevedibili, quindi capita a volte che il nostro percorso si arricchisca di nuove conoscenze, nuove amicizie, alcune, quelle più fortunate ce le portiamo dietro tutta la vita.
Quello che mi fa davvero ridere, sono le amicizie dell'ultima ora, quelle dei disperati, quelle di chi ha fatto attorno a se il deserto, vi si aggrappano con uno sforzo immane come le patelle sugli scogli. E proprio come le patelle finiscono alla fine dell'estate, in un bel piatto di pasta da consumare velocemente prima che si freddi. Abbiamo due mesi per goderci i vostri sorrisi finti, i cuoricini sulle bacheche e i sei bellissima, incantevole e ovviamente meravigliosa. E dopo ferragosto? Quando finirà il turbinio degli aperitivi? Quando arriverà il momento delle serate casalinghe? Quando arriverà il momento del "pizza e film"? Che ve ne farete di quegli estranei consumati voracemente?
A me il meccanismo del fast food fa sempre impressione, in qualsivoglia relazione interpersonale.
Il meccanismo dell'amicizia compulsiva è sostanzialmente identico a quello che mette in atto chi chiude una relazione e subito ne cerca un'altra, e va bene qualsiasi cosa sia chiaro, che stare da soli proprio non fa per voi, quindi non potete essere anche selettivi.
A me 'ste cose mi hanno fatto sempre un po' specie, forse perché cerco sorrisi autentici, gente che attribuisca il giusto valore alle cose e alle persone, gente che attribuisca il giusto valore a se stessi, che chi si ama è già a metà dell'opera.
Sarà che credo nella magia degli incontri, credo nelle energie positive che scaturiscono dalle alchimie inaspettate, da chi si sceglie per piacere e non per bisogno, da chi vive bene con gli altri ma ancor di più con se stesso.
Sarà che ho imparato che alla fine contano solo poche persone, e che se voglio arricchire la mia vita devo circondarmi di persone a cui valga la pena donarsi in termini di tempo ed energie, che posso anche fare settemila aperitivi, e dodici selfie al minuto, ma è impagabile la sensazione adrenalinica di rischiare un investimento emotivo, la roulette russa dei sentimenti, il bungee jumping delle emozioni.
A casa non mi piglia la tristezza per quello che non ho saputo fare in 32 anni di vita, il rimpianto di non aver saputo dare e quello di non aver saputo accogliere per fortuna non mi appartengono, la vita non può e non deve ridursi a una serie di occasioni mancate, quindi le amicizie che profumano di olio solare non fanno per me.
Amo troppo la mia libertà e il rumore dei miei pensieri per pensare di non concedermi dei momenti di solitudine.
Per riempire gli spazi vuoti ci sono i libri, la musica, lu scrusciu du mari, i tramonti, c'è la scrittura, le passeggiate e la palestra, tengo anche la televisione spenta, così il cigolio delle idee lo sento meglio.



Dovreste fermarvi, fare il punto della situazione, concedervi del tempo.
Stare soli non è un lusso che tutti possono concedersi, stare in buona compagnia è un dono prezioso.





Buona Serata,
Monica.







venerdì 20 gennaio 2017

Cu vivi sulu s'affuca!

Ieri sera sono stata con una delle mie più care amiche, prima un aperitivo con tante chiacchiere e poi a sentire un gruppo che cantava le canzoni del nostro cantante preferito (Ligabue) e abbiamo riso un sacco, io avevo avuto una giornata strana di quelle che ti parte un po' loffia. 
Tornando a casa ho dato due calci alla lampadina che fa falso contatto sulla targa della macchina ma niente quella stronza non voleva proprio sapere  di riaccendersi. Così un po' urtata e con un gran mal di testa sono tornata a casa.
Ho scaldato la borsa dell'acqua calda, una di quelle cinesi ma che tengono di un caldo pazzesco, ho letto la fine del caso clinico sul libro dì Sacks "l'uomo che scambiò sua moglie per un cappello " e mi sono addormentata.
Non ho sognato, la mattina suona "girl" dei Beatles perché è la suoneria della mia sveglia e ricevo una telefonata con la voce ancora impastata dal sonno rispondo e provo a dire cose sensate, mi alzo divoro un cornetto e prendo una pillola per il mal di testa, perché cavolo , mi stava per esplodere. 
Faccio una passeggiata verso il centro, con la musica nelle orecchie, respiro piano piano e il sole fa il resto, il mal di testa pare scomparso incontro una piccola donna speciale a cui voglio tanto bene, prendiamo un caffè e una spremuta e ridiamo insieme, alla fine della mattina torno a casa e mi dico che cavolo faccio sola? Così chiamo il mio fido compagno palermitano e gli dico "Tato posso venire a studiare da te?" e lui ma "hai bisogno di chiedere? Ti aspetto. Qua sei a casa tua".
Così preparo uno zaino metto dentro le cose essenziali e vado, studio tutto il pomeriggio un odioso riepilogo di proteine enzimi e acidi nucleici, quanto tempo perso, penso, ma devo farlo, penso a quanto mi sono divertita con la mia  amica e penso a quando faremo insieme il tatuaggio con due bambine che parlano al telefono fatto con un bicchiere e un filo, e sorrido. 
Vado a fare la spesa con Tato e prendiamo due birre e delle piadine, una cena da fare impallidire chef Rubio e unti e bisunti, e chissenefrega se non è gourmet, siamo insieme ridiamo e mangiamo, e guardiamo un film di quelli che più  idioti non si può ma non tratteniamo le risate.
È da stamattina che ci penso, da quando mi sono svegliata, dopo boh 50 messaggi vocali scambiati  con le persone a cui voglio bene su WhatsApp, dopo una giornata non storta però un po' grigia, penso che la felicità è proprio difficile da riconoscere eppure ci sfiora e accarezza tante volte in una giornata ma fin quando  sono stata sola non me ne sono proprio accorta, i miei momenti  di felicità sono stati tanti nelle ultime ore e tante le risate, in quell'aperitivo, in quel concerto , nella mia spremuta vicino giurisprudenza, nelle Piadine e in una birra in due, i momenti in cui non ero sola, perché la felicità non è niente se non è condivisa ti passa accanto e nemmeno te ne accorgi, perché che me ne faccio della casa da sola, della camera con vista se poi mi affaccio senza poter dire a nessuno guarda che spettacolo, del vino migliore della toscana se lo bevo sola, che poi lo sanno tutti cu vivi sulu s'affuca. Quindi amici miei ridete , gioite e mangiate cose schifose , imbrattatevi le mani ma  assicuratevi che ci sia sempre qualcuno a cui poter biascicare con le mani oleose e il boccone non ancora nel "cannarozzo" .....che mi passi un tovagliolo? 
Perché "se la magia più grossa gli è successa in casa sua , con il suo cane per pubblico, per una magia così diceva val la pena vivere" ma non ci sarà nessuno a batterti le mani con i lucciconi, e correrti ad abbracciarti avrai vissuto solo a metà... e a me piace vivere il doppio.
Buona notte amici  miei!

C'è un'Ape che se posa 
su un bottone de rosa: 
lo succhia e se ne va...
Tutto sommato, la felicità 
è una piccola cosa. 
Trilussa.

venerdì 2 dicembre 2016

Quando è troppo ...è troppo!

Oggi, passeggiavo per le trafficate e rumorose strade palermitane, tentavo di non farmi spalmare sulle strisce pedonali dagli spericolati automobilisti della bella Palermo, guardandomi attorno pensavo che il troppo spaventa sempre. Mi spiego meglio, vedete Palermo è una di quelle città "troppo" è troppo trafficata, troppo sporca e rumorosa, ma è anche troppo bella, calda e piena di magia. Più camminavo e più mi facevo convinta, che 'sto troppo spaventa, e da Palermo a pensare alle donne, a molte delle donne che conosco è stato un attimo, già perché le donne che sono "troppo" spaventano. 
Sei troppo intelligente e troppo indipendente, nel 2016, si. Vorrei non commentare, ma devo è più forte di me, ecco vi spiego una cosa, quando una donna è diciamo dotata di una media intelligenza tale da poter essere poco più di un'ameba, o uno di quei soprammobili cinesi che hanno giusto la capacita di ondeggiare la testa, siete ingombranti per il maschio italico, si confondono se parlate e dite cose intelligenti, le donne intelligenti di solito hanno opinioni proprie, e quasi sempre anche un lavoro.
Già, vogliamo parlare di sta storia che vi siete messe lavorare? Niente più grembiuli e fornelli? 
No, perché ragazze mie belle, se siete indipendenti e intelligenti, molto probabilmente guadagnerete più di lui, e la cena la potete offrire voi e che umiliazione sarebbe per il vostro gattone arruffato du-du-du da-da-da... insomma meglio siate un pò meno.
Poi non voglio fare quella che si è reincarnata in Bridget Jones, anche perchè quella muta muta, i dieci kg in più non li ha persi e si è beccata degli strafighi da paura, da Hugh Grant al neurochirurgo più figo del piccolo schermo, e io ecco di sti tronchi di pino vicino a me francamente non ne ho visti. Facile cadere ne trappolone del quella è bella più di me per questo l'ha scelta, guardate meglio, vedrete che sarà una gattina, morta quasi sempre, ecco cosa ammalia gli uomini, il poco, perchè così loro che tante volte sono più tonti dell'ispettore Zenigada di Lupin, non lo sopportano che voi possiate essere socialmente più brillanti, se poi il fisico non vi accompagna ciaone proprio. Ecco per anni mi sono arrovellata e torturata col cosa ho meno di lei? E sapete adesso che mi sono risposta adesso che ho superato i trenta e forse ho leggermente ripreso il senno? che io in meno non ho proprio un bel niente, anzi ho cose in più, sono troppo, si perchè io se una cosa non mi va lo dico, se ho voglia di piadina e non di pizza lo dico, se voglio andare al mare e non in montagna lo dico, se mi girano gli zebedei perchè tu tergiversi con una che a me non va a genio lo dico, se mi stai facendo promesse che mai potrai mantere e ancor peggio mi stai bellamente prendendo in giro lo dico, e se quel maglione ti sta di merda lo dico altrettanto...Per me non è uguale, non è indifferente, io so cosa voglio, e se posso me lo prendo.
"Le Donne come te spaventano" mi diceva sempre un mio amico, e forse aveva ragione, e se cosi fossi statemi bene alla larga già devo pensare a me, non posso difendere anche voi dalle insidie del mondo. Se un uomo davanti a una donna che è troppo sceglie quella figa, ma senza alcun altra qualità, non pensate di essere quelle sbagliate, di sbagliato c'è solo lui che evidentemente è così poco che niente "gna fa'", e se ci riuscite stategli alla larga.
Detto questo, con questo post super velenoso festeggio, si fa per dire, le oltre 10.000 visite sul mio blog.
Proprio oggi che al supermercato ho visto uno stormo di sopracciglia ad ali di gabbiano, ho pensato, che di gabbiano ne ho conosciuto solo uno cazzuto, Jonathan Livingostone, che era uno che sapeva volare più in alto di tutti, e che spero prima o poi plani su di noi che non abbiamo paura di essere troppo.
Vi abbraccio forte,
Monica.

martedì 18 ottobre 2016

Chi vuol star sano, dal medico stia lontano.

C'era una volta una studentessa universitaria, e adesso non c'è più.
Già, perché dopo anni di piagnistei, crisi isteriche, momenti di sconforto di quelli che ti fanno dire io non ce la faro mai... mi sono laureata anche Io.


Ho una valigia enorme piena di ricordi dei miei anni universitari, legata a due città Pisa prima e Palermo poi,legata a tutti gli incontri che ho fatto nei tanti anni di studio (me la sono presa comoda per dirla tutta), di gente che mi è passata accanto per poco e di persone invece che ci sono state e ci sono tutt'ora che non sono più solo colleghi o amici, ma sono diventati a tutti gli effetti la mia famiglia.
Nel vortice di date di consegna della tesi, preparativi, già perchè organizzare una festa di laurea è una specie di operazione militare, ristorante, confetti , vestito e parrucchiere, eccetera eccetera... e ansie ( che chi mi conosce sa che erano pochissime) mi sono dimenticata di fare i ringraziamenti, dovuti, a chi mi ha accompagnato nel mio percorso.
 Mi sono laureata a luglio il 27 per la precisione con un caldo che voi non avete idea, caldo amplificato dalla mia emozione esagerata, come un'adolescente degli anni novanta al concerto dei Take That, per farvi capire, prima di lasciarmi andare ai ringraziamenti ufficiali mi sono presa qualche mese di riflessione,lo so, ma ci ho messo un pò a realizzare che avevo messo il primo mattoncino per costruire la mia nuova vita, ho scelto di farlo oggi perché oggi non è un giorno come tanti oggi è una giornata particolare, per la prima volta mi sveglio in una nuova casa a Palermo, da Dottoressa.
Spalancare la finestra della mia camera oggi mi ha offerto una vista bellissima su Monte Pellegrino, nel nuovo panorama c'è tutta la speranza e l'aspettativa e l'attesa della nuova vita, la consapevolezza che se imparerò ad aver cura di me sarà il primo passo per prendermi cura degli altri.

Quindi un grazie a Mimma e Paolo, i miei genitori (per chi non lo sapesse) che tra un esame e l'altro non mi hanno mai negato il loro conforto, anche quando mi madre mia ricordava che "ci sono un sacco di scale da lavare" e sotto la minaccia dei lavori forzati e la proiezione nitida di me con una pinza in testa e i capelli con tinte improponibili, con tre dita di ricrescita mentre lavo le scale di un rione qualsiasi della mia città, cantando a squarciagola Gigi D'alessio, idolo delle casalinghe, mi ha dato la forza per andare avanti e avere dei capelli pur sempre improponibili, ma senza pinza e sopratutto mi ha assicurato un vita senza Gigi D'Alessio. E mio padre che tra una cosa e l'altra mi ha dato l'ispirazione per la tesi, che in fondo era totalmente dedicata a lui, che il giorno della mia laurea era più emozionato di me e il suo abbraccio me lo porterò sempre nel cuore.
Poi vediamo chi c'è, Federica Cecilia Brì, mia sorella e mia coinquilina, lei che mi ha veramente sopportato durante le mie crisi , che sapeva che non doveva parlarmi se l'esame era imminente se non espressamente richiesto, che mi ha accompagnato in uno degli esami più terrificanti della mia vita importunando i miei colleghi perché non aveva il coraggio di starmi a guardare seduta al patibolo, già perchè ero fermamente convinta che sarei morta dopo aver dato Fisiologia, invece per vostra fortuna la profezia del Conti non si è avverata e io sono ancora viva e vegeta e anche mia sorella, nonostante il mio pessimo carattere e i miei sbalzi d'umore degni del migliore serial killer.
Poi ci sono le mie amiche Emanuela, che si è fatta tipo 1000 km per venire alla mia discussione e sentirmi sproloquiare la notte prima della laurea in preda alle paturnie sfigopendule e il giorno dopo con un aria decisamente poco distesa a disquisire di una protesi di spalla, lei che è una bravissima dottoressa commercialista avrà passato i dieci minuti più interessanti della sua vita, eppure era li, a condividere la gioia del momento più importante della mia vita. E poi Laura, che ha deciso di convolare a giuste nozze giusto due giorni dopo la mia laurea e quindi la mia ansia da laureanda e la sua da futura sposa si sono amalgamate in una miscela unica come sempre, come solo noi sappiamo fare, creando uno stress emotivo che nessun essere umano tranne me poteva sopportare, e così dal banchetto della discussione sono passata al leggio della chiesa ... e da la dichiaro dottoressa in Medicina e Chirurgia siamo passati a vi dichiaro marito e moglie in dieci piccole mosse.
E ancora Angela, Annalisa, Federico e Alessandra Jones La Spada, la mia famiglia pisana che ci sono sempre stati non facendo mai mai sentire i chilometri di distanza, troppi, e il tempo che avanzava mentre noi lo rincorrevamo.
Alba e Chiara, non ho sbagliato a parafrasare la canzone di Vasco Rossi, no sono state le mie colleghe e amiche e sorelle palermitane, i miei esempi in questi anni nonostante fossero più giovani di me, mi hanno insegnato tanto e se dovessi sentirmi male... è da loro che vorrei essere curata senza ombra di dubbio. Ai miei amichetti Agrigentini, tutti nessuno escluso.
A Tato che ha adottato me e mia sorella regalandoci il sostegno che solo un omone di quasi due metri ci poteva garantire.
Grazie a tutti quelli che hanno capito solo qualche mese fa che mi laureavo in Medicina e non in lettere, perchè mi hanno riconosciuto una qualità in più: che impagabile sensazione di soddisfazione quando nella loro espressione si tradiva qualche emozione di troppo una volta rivelato il mio titolo di studi, ebbene si, so leggere, scrivere e far di conto e a volte capisco anche perché non fai pupù tutti i giorni.
Grazie a chi in quest'ultimo anno è stato presente e partecipe alla mia vita, a chi quando mi ha telefonato per la mia ultima materia mi ha detto di aver pregato per me, anche se era ateo, che mi ha detto che era felice con me, che me lo meritavo, che "è incredibile, non ci credi nemmeno tu ma sei diventata la Dottoressa Brancato".
La medicina è la mia legittima sposa, mentre la letteratura è la mia amante: quando mi stanco di una, passo la notte con l'altra. (Anton Pavlovic Čechov)

sabato 9 aprile 2016

Una somma di piccole cose

La mia vita è mia e non è su FB.
Mi innamoro facilmente di un libro, di una canzone, di una fotografia, di una frase , dei pensieri non miei ma che in qualche modo parlano di me, e li condivido con i 630 (o giù di li amici) che ho sul social. Amici che poi parliamone, per almeno 400 potrei dire chivesencula? Dei 200 rimanenti 150 "ciao come stai?" gli altri 50 si sono autentici e di questi in 5 forse conoscono veramente gli angoli più reconditi della mia essenza, per tutti gli altri sono colei che mi si crede.
Su facebook di trova tutto se sai cercare bene, ho scoperto tradimenti, ho intuito innamoramenti, ho visto foto di donne col pancione e sono stata felice, hai visto quella zoccola di xxx si sposa con xxx ho pensato più lo sono più hanno fortuna il pollo da spennare c'è e buonanotte ar secchio come dicono a Roma.
Ho visto messaggi in codice , ho visto frecciatine tese dagli archi degli stati personali di tanti di voi, dirette ad avversari lontani da voi mille miglia, ho visto gente che voleva comunicare al mondo cosa pensava e ci riesce quasi sempre facendo un po da coscienza critica, ho visto gente struggersi d'amore e gente che si lamenta di continuo del freddo del caldo e dei lunedì , ho visto cuori esplodere d'amore e altrettanti infrangersi.
Ho intuito le sofferenze di chi non si sente adaguato in un mondo in cui se non sei alto magro e faigo non vali un cazzo e invece  forse sei meglio degli altri perché sei diverso.
Ho letto di trivella tua sorella, petaloso, amo i cani, non mangio carne e vivo meglio di te brutto carnivoro puzzolone, vaccino si, vaccino no, io sono per la medicina omeopatica, no Maria io esco.
Ho letto di uomini soli, e donne che rimangono sole e lo urlano io non sono sola io sto sola.

Ho ascoltato e condiviso con voi la musica che amo, i libri che leggo, i posti che ho visto, la bellezza che ho scovato in qualche angolo e mi è rimasta dentro, un piatto buono che ho mangiato, un vino che ho bevuto e che a volte mi ha fatto girare la testa, ho condiviso con voi i miei pensieri su cani, trivelle ,vaccini, Riina, la rabbia dell essere stata tradita, la perdita di un amico, ho condiviso i post di semilascinonvale perché ogni volta mi fanno pensare che il meglio deve ancora venire e che love Can do miracle.

Ho letto messaggi di gente che incuriosita da quello che scrivo ha voluto capire di più, di gente che magari ce l'aveva su con me perché si è sentito offeso, di gente che ci ha provato spudoratamente e che non sa più nemmeno fare una telefonata galante...

Dovremmo avere consapevolezza che chi comunica davvero facebook non lo considera nemmeno, quando sento l'urgenza di vedere qualcuno lo chiamo e gli chiedo di vederci, quando ho bisogno di affetto mi rifugio tra le braccia dei miei porti sicuri, quando e se saró innamorata di qualcuno corrisposta o no, mettetevi l'anima in pace sarete gli ultimi a saperlo, perché sarò impegnata a guardare negli occhi quella persona e dirgli quanto lo amo, o viceversa sarò al bar con una amica davanti ad un caffè a farmi ricordare che merito di meglio.
Fino ad allora tutto quello che scriverò o pubblicheró ognuno di voi lo leggerà pensando chissà cosa, scambiando la frase estrapolata dall'oroscopo per una dichiarazione d'amore e invece era solo l'oroscopo, la mia foto profilo come un maldestro tentativo di corteggiamento e invece no sono così presuntuosa che penso davvero che abbiate avuto culo a conoscermi. Il mondo gira intorno al sole non intorno alle vostre vite piccoli parassiti dei social, quando avete l'impressione che vi consideri come degli ignoranti superficiali sappiate che lo penso davvero della maggior parte di voi, volete sapere se penso di essere meglio della massa? più intelligente e colta ? Si lo penso, ma so che ho tanto da imparare e imparo da tutti anche da chi ritengo inetto, però in compenso voi siete tutti più belli, più belle e innegabilmente più magri di me! Non si può avere tutto nella vita.

Il mondo io lo sto mordendo, anche per voi che siete impegnati a vivere le vite degli altri , anche per voi che perdete tempo dietro ai miei post ,anche per voi che perdete tempo a vedere video di dubbio gusto e che pensate di poter sempre giudicare e dall'alto del vostro pulpito dividere i buoni dai cattivi , i giusti da quelli che per voi sono dei bug del sistema, perché il bianco è il colore della vostra pelle quindi tutti gli altri diversamente colorati sono dei reietti, perché voi camminate su due gambe e quindi che ve ne importa se con la vostra macchinina in leasing bloccate gli scivoli per disabili, perché voi siete eterosessuali e l Amore quello sano è solo tra sessi opposti e tu sei un froscio di m.... anche per voi che dite di volermi bene e mi ferite di continuo, anche per voi che state dimenticando cosa significa l'empatia, il calore di un abbraccio, la luce degli occhi di chi sa sorridere di cuore.
Non potete rincorrere i miei sentimenti negli stati di facebook perché io mi innamoro di continuo, e mi fate una gran pena nelle vostre noiosissime piccole e misere esistenze consumate dietro lo schermo di un computer, grigi e spenti quando fuori sta esplodendo la primavera.

La vita è adesso, non domani, spegnete il cellulare e uscite scoprirete che il mondo non è così male, e se proprio la curiosità vi mangia il culo venitemelo a chiedere Monica ma di chi ti sei innamorata?
Ve lo dirò con piacere e vedrete anche che sono felice perché sorpresona sononinnamorata di me stessa ,già,ho imparato ad amarmi al di sopra di qualsiasi altra persona al mondo...

Petalosamente vostra,
Monica.

Il sorriso regalato a quel passante
un paragrafo di una pagina qualunque
la storia è un equilibrio tra le fonti
il disegno che compare unendo i punti
un patto firmato, un bacio non dato
il futuro che cambia
è una somma di piccole cose
una somma di piccole cose
Una somma di passi, che arrivano a cento
di scelte sbagliate, che ho capito col tempo
ogni volta ho buttato ogni centimetro in più
come ogni minuto che abbiamo sprecato
e non ritornerà
La salvezza in ogni grano di un rosario
ogni lettera del mio vocabolario
scavalchiamo quei cancelli uno ad uno
nelle cellule di un uomo è il suo destino
abbiamo due soluzioni
un bell’asteroide e si riparte da zero
una somma di piccole cose
una somma di passi, che arrivano a cento
di scelte sbagliate, che ho capito col tempo
ogni volta ho buttato ogni centimetro in più
come ogni minuto che abbiamo sprecato
e non ritornerà
buzzoole code